Champions League: Arsenal-Napoli, in casa dell’avversario

Il secondo turno di Champions League per la fase a gruppi martedì prossimo alle 20.45 vede il ritorno del Napoli all’Emirates Stadium dove affronterà l’Arsenal. Tornati alla guida della classifica della Premier League dopo ben 5 anni (15 punti all’attivo)  dopo 6 giornate grazie al successo per 2-1 a Swansea  i Gunners  tornano ad affrontare gli uomini di Benitez due mesi dopo il confronto dell’Emirates Cup al principio di agosto. A Wenger mancheranno alcuni elementi: Diaby non si è ancora ristabilito dopo la rottura del legamento crociato anteriore rimediata a marzo di quest’anno, per Oxlade-Chamberlain si parla di uno stop di 6 mesi (infortunio ai legamenti del ginocchio) e Podolski sarà costretto a star fermo tre mesi saltando  anche la gara di  ritorno al S. Paolo per via di una profonda lesione muscolare alla gamba destra. E dire che al talentuoso nazionale tedesco di origine polacca Reina aveva parato un rigore nella gara pareggiata 2-2 a Londra.   Anche Walcott non sarà tra  i convocati a causa di un problema al muro addominale posteriore capitatogli poco più di una settimana fa nell’allenamento precedente la vittoria in campionato per 3-1 contro lo Stoke City. Risultato: operazione prevista per mercoledì prossimo e qualche settimana di stop.  In compenso qualche buona notizia dall’infermeria arriva con il rientro anticipato di Cazorla (vittima una decina di giorni fa di un fastidio alla caviglia) che si aggiunge al recupero di Giroud. Il nazionale francese subito dopo l’ottima prestazione nell’Emirates Cup  fu dato tra i primi nomi di interesse sul taccuino della dirigenza azzurra in alternativa a Martinez.

Un nome nuovo rispetto ad agosto scorso ci sarà ed è di tutto rispetto: è Mesut Özil, il fantasista della nazionale tedesca, approdato nel club inglese al principio di settembre dopo tre stagioni nel Real Madrid (2010-2013). E così per la prima volta affronterà da rivale il suo ex compagno Gonzalo Higuain  che pure era stato corteggiato dalla società londinese, anzi è stato lo stesso tecnico alsaziano a rivelarlo con una punta di rammarico: “Alla fine Gonzalo ha scelto Napoli, ma questo non toglie nulla alle sue qualità, in compenso dal Real abbiamo preso Özil, almeno su questo fronte siamo 1-1”.  Una battuta di spirito per stemperare la tensione dell’incontro temuto dallo stesso allenatore dei Gunners che non risparmia elogi per il suo collega Benitez e per tutta la squadra azzurra: “Rafa è un grande tecnico. Dobbiamo fare attenzione alle loro ripartenze che diventano quasi come bombe quando Hamsik, Callejon, Higuain e Insigne conquistano la palla. Il loro ritmo mi ha davvero impressionato.”.

Sulla panchina londinese martedì sera ci saranno anche tre vecchie conoscenze italiane: la prima è il portiere fiorentino Emiliano Viviano, arrivato in prestito dal Palermo il 2 settembre. Doveva esordire mercoledì scorso nella gara della Capital One Cup, invece è rimasto tra le riserve; in campo dal primo minuto, invece,  Nicklas Bendtner, protagonista in negativo lo scorso campionato con la maglia della Juventus per colpa dei suoi infortuni, delle sue distrazioni “alcooliche” al volante e per le sue prestazioni non esattamente brillanti. Il nazionale danese, inizialmente deluso per non essere riuscito a trovare una nuova sistemazione in un’altra squadra, incassa la fiducia del tecnico  e si dice pronto a dare il 100% per l’Arsenal. E dire che  come sostituto di Podolski la scelta era inizialmente ricaduta su un altro juventino, Fabio Quagliarella… Riecco anche Flamini, fino a pochi mesi fa a Milano, sponda rossonera; il francese nell’1-1 di aprile scorso a S. Siro fu autore del gol del momentaneo vantaggio per gli uomini di Allegri.

Questo è il passato, seppur recente, ora la mente è tutta protesa alla sfida Champions, Wenger vorrebbe vincerla: “Non dico che è decisiva, ma un successo ipotecherebbe seriamente la qualificazione; sarà durissima”. E nel duello dell’Emirates Stadium il più temuto è Insigne: “È  un giocatore intelligente, sa dribblare molto bene; non è alto ma è mobile e bravo nella transizione tra la fase di difesa e quella d’attacco. Sarà un pericolo per noi martedì.”.

 

Maria Villani

Tufano

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