Contestazione a Cavani, successe anche a Diego…

Anche al famoso Diego capitò una cosa del genere. Aveva preso una cotta per il Marsiglia di Tapie e voleva andarsene in Francia, voleva scappare da Napoli e dalle sue sinistre tentazioni. Il braccio di ferro con Ferlaino durò un’estate intera e una mattina di settembre alle rampe di Sant’Antonio che percorreva quasi ogni giorno con la sua Ferrari, Maradona si trovò di fronte un enorme striscione. Stanca dei suoi capricci, una parte della tifoseria lo invitava a fare la valigia e ad andare via.
Cavani non ha vissuto l’amara esperienza della contestazione diretta. Mentre mani ignote attaccavano sui muri di piazza Municipio e piazza Garibaldi lenzuola bianche condìte da parole di contestazione, il Matador se ne stava beato (si fa per dire) in Brasile nel ritiro della sua Nazionale. Ma la cosa gli è arrivata alle orecchie, altro che, ieri non è rimasto in silenzio e ha parlato in conferenza stampa della sua situazione contrattuale. «Si discute molto del mio futuro e si dicono tante cose ma la verità è che nessuno conosce cosa farò domani. Giocare nel Real Madrid o in altre formazioni di livello mondiale, sarebbe un sogno che diventa realtà. Questo non significa che una decisione è stata già presa: Napoli o altra squadra che sia, sarà importante per me stare in un club dove sento che c’è massima fiducia nei miei confronti. Per ora non esiste niente di ufficiale e nessuno ha parlato con me. Io sono un giocatore del Napoli e sono molto contento. Lì hanno risolto ogni mio tipo di problema, hanno fiducia in me e per questo motivo ho saputo rispondere sempre bene sul campo».
Insomma, Cavani dice e non dice. La tentazione di andare via è forte ma di fronte a una trattativa che stenta a decollare, il Matador non vuol raffreddare i rapporti con la piazza napoletana. La quale, stanca già del caso Mazzarri, non intende rivivere la stessa storia meno di un mese dopo. Perché per una parte dei tifosi azzurri, come lo è stata quella dell’allenatore toscano, anche questa sembra una vicenda dal finale già scritto.
Cavani invitato ad andarsene, e addirittura il più presto possibile, è un messaggio molto forte ma che nasconde l’ovvia delusione della gente. Il carattere della scrittura e le modalità della contestazione lasciano pensare a una regia ultrà di qualche curva, un dissenso manifestato in maniera comunque civile. L’esasperazione per una faccenda che si trascina dallo scorso Natale, quando Cavani confidò che un giorno gli sarebbe piaciuto giocare nel Real Madrid, fa scivolare in secondo piano i gol e le prodezze del centravanti di Salto.
Ufficialmente Cavani non ha mai detto di voler lasciare Napoli, conosce bene la propria situazione contrattuale e aspetta che siano gli altri a fare la prima mossa. Cioè i club che si dicono a lui interessati, il Real Madrid e il Chelsea in primis (pare che oggi i suoi procuratori debbano incontrare a Londra i dirigenti inglesi per concordare l’offerta da presentare al Napoli). Non sarà certo De Laurentiis a farsi avanti per primo: lui chiede i 63 milioni pattuiti della clausola e basta.

Fonte: Il Mattino.

La Redazione.

D.G.

Tufano

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