Coppa America, conto alla rovescia sette giorni per il sì degli americani

Coppa America, conto alla rovescia sette giorni per il sì degli americani

Dentro o fuori, la settimana che comincia dirà se la Coppa America di vela, le preregate che portano alla finale di San Francisco, si terranno per la seconda volta sul lungomare di via Caracciolo. Tutte le possibilità sono aperte, inclusa quella che appunto i bolidi del mare, visto il successo avuto in primavera sfileranno nelle nostre acque. Cosa accadrà in questi sette giorni? Gli americani di Acea vogliono Napoli, lo spot della città ha fatto bene alla manifestazione, tuttavia vogliono anche il cambio di data, anticipo ad aprile, e soprattutto l’anticipo della fidejussione. Comune e Regione possono farla solo a valere sul bilancio 2013. Del resto non si può avere la faccia tosta di chiedere al governo aiuti perché si rischia di non pagare gli stipendi e allo stesso tempo mettere per una manifestazione sportiva 3 milioni. E ancora Acea ha in mano un contratto con molte scappatoie, al punto che potrebbe decidere di cassare le tappe italiane e puntare diritto alla finale. Togliendo dall’imbarazzo team e skipper che in poche settimane dovrebbero fare il giro del mondo per giocarsi poi la coppa in America.
Nel quartier generale dell’Acea sono dunque giorni di lavoro intenso. Il calendario delle gare e la questione finanziaria e degli sponsor il centro di tutte le riflessioni. In Italia, dopo il successo dell’anno scorso – il ragionamento – vorrebbero che la tappa delle regate si svolgesse a Napoli, ma ad aprile e non più a maggio. Questo per consentire agli equipaggi ma anche all’organizzazione di anticipare gli allenamenti negli Usa di un mese, cioè a maggio. Le gare cominceranno infatti a giugno e si prolungheranno anche a luglio. Di fatto una richiesta del genere precluderebbe ogni possibilità a Venezia di bissare la propria data, sempre che Napoli accetti di anticipare ad aprile le regate. Un duello che riguarda Napoli e Venezia, ma soprattutto che costringerebbe gli organizzatori napoletani a rivedere una serie di scadenze sia finanziarie che contrattuali. Pochi i cinque mesi che mancano ad aprile per poter presentare la fidejussione necessaria. Per farlo occorre innanzitutto una data certa per lo svolgimento delleregate a Napoli, e al momento non c’è vista la decisioni degli americani di voler annullare una delle due tappe italiane. Sette giorni questo trapela dai rispettivi quartier generali per capire se la coppa dalle grandi orecchi sarà in riva al golfo oppure sfileranno i titoli di coda.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.


La redazione di IamNaples.it

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