Corradini: «Napoli, adesso non fermarti più. Col Sassuolo aggressività e cattiveria agonistica»

Corradini: «Napoli, adesso non fermarti più. Col Sassuolo aggressività e cattiveria agonistica»

Giancarlo Corradini, che Napoli sarà oggi senza Inler, Jorginho, Callejon e forse persino senza Reina contro un Sassuolo che ha perso otto delle ultime nove partite? «Aggressivo, applicato, organizzato. Come solo le squadre di Benitez sanno essere». Corradini non ama il nomignolo che gli diedero ai tempi della Juve, quello di essere un «piccolo Mourihno»: l’ex difensore del Napoli, come lo Special One ha imparato il mestieri di allenatore da vice dei migliori al mondo, da Lippi a Capello, passando per Deschamps e Zola.

Corradini, lei è nato a Sassuolo: tiferà sicuro per la squadra di Squinzi?
«Certo. Oggi sarò allo stadio nella speranza che il cambio di allenatore consenta ai ragazzi di conquistare almeno un punto prezioso contro una squadra fortissima. La situazione è pesante per il Sassuolo. Ma il Napoli resta ancora nel mio cuore, perché sei anni in quella città ti segnano per sempre».

Già, ma non imbattibile. Soprattutto con squadre come il Sassuolo.
«Perché la rosa non è completa. Mi spiego: all’inizio della stagione bisogna allestire l’organico anche con giocatori che abbiano nelle corde la capacità di attaccare le formazioni che alzano i muri, che fanno il vecchio catenaccio».

E oggi come potrà rimediare?
«Beh, evitando per prima cosa di commettere errori in difesa. Il Napoli deve imparare a essere concentrato dal primo all’ultimo secondo. Ho visto fare degli svarioni ai difensori azzurri che ai miei tempi sarebbero stati imperdonabili: un difensore che non è un fenomeno deve essere forte nella testa. Invece, spesso, vedo grandi disattenzioni. La sana cattiveria agonistica è nel codice genetico di Benitez, il Napoli deve averla sempre».

Come battere le piccole?
«Bisogna essere concreti, curare il particolare, attaccare e difendere nello stesso tempo. E ricordarsi sempre che la vittoria con il Sassuolo è uguale a quella con il Milan cioè vale tre punti per la classifica».

Le piace Higuain?
«È il tipico fuoriclasse moderno al servizio della squadra e non viceversa: il calcio di oggi gira così. L’argentino è un esempio, guardate quanto corre, pressa, rincorre l’avversario».

Con il Sassuolo almeno 4 assenze. Il Napoli B può battere gli emiliani?
«Attenzione: per vincere oggi a Reggio Emilia bisognerà giocare al massimo, non badare a risparmiarsi, dimenticare il fatto che il Sassuolo ha fatto, al ritorno, zero (punti) su quattro (gare). E poi è vero che il Napoli non è il Milan, ma Berardi là davanti può fare male davvero. Insomma, per gli azzurri sarebbe antipatico non vincere oggi».

Berardi, ma anche Floro Flores, Zaza: Malesani ha una squadra che può far male?
«Non ha ancora vinto e ne ha una gran voglia: questo è un pericolo in più per il Napoli. Al Sassuolo l’aspetto più bello è il progetto che ruota intorno a un presidente ambizioso che non sta nascondendo la sua voglia di conquistare la salvezza. E la serie A del Sassuolo passa per le partita in casa. Dove non deve guardare in faccia a nessuno, neppure al Napoli».

Fonte: Il Mattino


Studente di “Lettere Moderne” presso l’Università Federico II è giornalista pubblicista da Gennaio 2012; Arbitro Ufficiale della Federazione Italiana Pallacanestro dal 2006. Sposa il progetto di IamNaples.it nell’Agosto del 2010. Collabora, come redattore, con Casoriadue Settimanale da Settembre del 2009, curando nel ruolo di web master il sito della suddetta testata.

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