Da Insigne a Palma. Il futuro del club azzurro è nei giovani. Attenzione alle inglesi!

De Laurentiis nel futuro ha molti campioncini da inserire in prima squadra

Lorenzo il (piccolo) Magnifico: è lui, il capo della banda di scugnizzi che oggi, anzi domani, potrebbero colorare di verde le linee della mano del Napoli. Come piace a De Laurentiis. Bisogna investire sui giovani, certo, ma anche puntare sul talento e le qualità vere. Come quelle di Lorenzo Insigne. Il capostipite di un’agognata generazione di nuovi fenomeni.

IL GENIETTO – E allora, prospettive e futuro. O future, all’inglese: perché oltre all’elenco completo delle squadre italiane, con gli occhi puntati su Insigne c’è anche un club d’Oltremanica. Pare l’Arsenal. Pare: sembra che lo stia osservando, raccogliendo relazioni. Fatto sta che Insigne, poco più di 160 centimetri di show, 22 anni il 4 giugno e l’estro zodiacale dei Gemelli nel dna, fa il funambolo nel Pescara di Zeman e nell’Under 21 di Ferrara: fino a qualche settimana fa, il Napoli aveva palesato l’intenzione di mandarlo in prestito, secco, in A nella prossima stagione. Ma dopo il monito di De Laurentiis, magari, le cose cambieranno: a breve è in programma un nuovo incontro con il suo manager, Antonio Ottaiano, e chissà che il genietto richiesto a furor di popolo (azzurro) possa rientrare subito alla base. A proposito: lavorando con Zeman, oltre ad imparare calcio ha anche migliorato il fisico, ora più strutturato e rinforzato da 3 chili di massa muscolare costruita con fatica tra Foggia e Pescara.
OSSERVATI SPECIALI – Lorenzo e poi Roberto Insigne, il fratello minore, centrocampista classe ’94, tecnico e mancino, che ieri ha fatto gol in Napoli-Bari Primavera e oggi sarà operato al naso (fratturato). E ancora: l’ungherese Soma Novothny, classe ’94, possente centravanti che ha dato molta verve all’attacco azzurrino nella rincorsa ai playoff; e Giuseppe Palma, altro classe ’94 che del centrocampo del Napoli di Dodo Sormani è il perno centrale: qualità, quantità e fisico. Testa alta, muscoli, tiro e il vizio di dare del tu al pallone: non è un caso che, in occasione dell’ultimo Viareggio, sia finito nel mirino del Fulham. Un poker degno di attenzione.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.
Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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