Dal Napoli alla Nazionale: il mondo di Lorenzo Insigne è tinto d’azzurro

La disponibilità non si discute come le qualità Lui scalpita da titolare vero

NAPOLI – Il mondo di Insigne. Ha conquistato il Brasile, è tornato a Napoli, sta per prendersi l’Europa. Tutto in otto giorni. Con l’azzurro (doppio) che valica i confini, rimbalza qua e là come un pallone, colora i suoi sogni. Il mondiale, lo scudetto, la Champions: Insigne per tutti e tutto. Gli assist per Gilardino, l’abbraccio a Balotelli, ora con e per Higuian. Insigne c’è: dall’inizio o partendo dalla panchina. Titolare a prescindere. Perché pronto anche se deve entrare. E’ il destino di chi è in una grande squadra.

TURNOVER – L’incertezza della concorrenza, i dubbi del turn over quando c’è abbondanza e si gioca ogni tre giorni. Insigne gioca, dovrebbe giocare. C’è insomma. E in campo si vede. Lo sa Prandelli, ne è già consapevole Benitez: impressionato sin dal ritiro. Lì l’ha scoperto, osservato. Ne ha colto personalità, carattere, le stimmate di chi ha talento. E un destro che fa la differenza.

SEMPRE AZZURRO – Con l’azzurro sempre addosso. L’ha fatta con l’Italia, in mondovisione. ArgentiNapoli. Gol di Higuain e dopo lui, Insigne: dieci al di là della maglia. Il “Totti napoletano” per qualità, caratteristiche e fedeltà: d’animo e contrattuale: 2018 la scadenza. Il calcio è un affare di cuore: sentimento e ragione. De Laurentiis ha fatto paragoni e ha messo firme: un sigillo. Insigne per sempre. Pagato solo 1500 euro e adesso senza prezzo. Incedibile. Con il pallone fa quel che gli pare. L’assist a Higuian al Bentegodi una carezza.

CACCIA – Ora però vuole un gol tutto suo. Senza ansia, nessuna pressione. Però che voglia. Ne ha pattuiti una quindicina con Benitez: una speranza che è quasi promessa. C’era folla in quel teatro sui monti del Trentino. Tutti testimoni di una volontà che è diventata obiettivo. Perché alla sua portata. Quindici reti stagionali. Tanti. Da bomber. E allora subito l’Atalanta. Che siano novanta i minuti in campo oppure meno. Quanto basta comunque per essere decisivo. Un anno fa accadde tutto in un attimo: entrò che era quasi finita. Partita pari, 2-2. Poi l’arrembaggio, la spinta dei 50mila, il guizzo e un piede nell’azione che portò al gol di Pandev. Quello della vittoria.

ATTESA – Insigne c’è, ci vuole essere. Scalpita. Spera. Soprattutto aspetta Benitez. La formazione è sempre e davvero last minute. Tutto può cambiare fino a che non la dà all’arbitro. E perciò per ora sensazioni, indicazioni. Era convinto di giocare titolare col Bologna; l’ha fatto col Chievo.

Nazionapoli – Il mondiale afferrato, una maglia con l’Atalanta annunciata e il Borussia atteso. La Champions il sogno di sempre. Emozioni di un San Paolo che non conosce ancora. E che però immagina, s’è fatto raccontare da chi c’era. Le ha vissuto da lontano, da Pescara, tifoso tra gli altri napoletani: lui, Immobile, Maniero, scugnizzi in trasferta. Saranno le sue notti. Otto giorni no limits. Senza più confini. Col mondo che gli sembra improvvisamente un pallone da calciare. Magari a giro sul secondo palo. Per far gol. Quello che cerca. Il primo con il Napoli. Insigne c’è. E ha l’azzurro addosso: il colore che non ti sbagli. E’ il suo.

 

La Redazione

G.D.

Fonte: Corriere dello Sport

Tufano

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