De Laurentiis: «A Milano tifo per il pari. Mazzarri? Serio e preparato ma Benitez la pensa come me, non è provinciale»

«Scudetto? Noi ci candidiamo sempre per tutto. Noi vogliamo sempre il massimo, non ci siamo ancora riusciti ma prima o poi ci riusciremo», Aurelio De Laurentiis tira fuori tutta la sua voglia di vincere a Milano alla vigilia dell’assemblea di Lega. Il giorno di Napoli-Atalanta ma anche di Inter-Juve. Per chi tiferà De Laurentiis? «Si tifa sempre per un pareggio perché è quello più indolore», De Laurentiis svela la sua preferenza sulla sfida tra Inter e Juve. Non tiferà per Mazzarri quindi? «Perchè Mazzarri tiferebbe per me?».

E sull’ex tecnico ha aggiunto. «Mazzarri è un grande allenatore ma la sua esperienza è limitata al territorio italiano. È uno dei migliori allenatori che esistano in Italia, ma con Benitez si affronta meglio, oltre che il problema italiano, anche quello internazionale. Mazzarri è stato un allenatore che è entrato in maniera intelligente nella storia del Napoli, noi non possiamo che ringraziarlo per il grande lavoro. Un grande lavoratore e un grande professionista, poi possiamo non avere le stesse idee, però è un uomo estremamente preparato e rispettoso dei ruoli e quindi è uno che farà sempre bene nella vita».
De Laurentiis ha spiegato che il suo Napoli «ha avuto otto innesti su un terreno molto ben fecondato per cui non abbiamo fatto altro che rinforzarla, ma credo che il primo rinforzo fondamentale sia stato Benitez, che come me la pensa in modo non provinciale, ma internazionale. Benitez è il mio migliore acquisto». All’assemblea di Lega si dovrebbe cominciare a discutere della commercializzazione dei diritti tv per il periodo post 2015. In merito a quest’argomento il presidente azzurro dice. «Io sono per licenziare i diritti direttamente – dice De Laurentiis – ho sempre prodotto e autodistribuito i suoi prodotti, e ho sempre maldigerito il fatto che la Lega non lo facesse. Ma qui tutta la colpa è della legge Melandri. In Italia purtroppo, una volta approvate, le leggi non le discutono più…». Il presidente del Napoli torna all’origine della questione sulla vendita collettiva dei diritti affermando ancora: «Questa legge Melandri è un aborto che ci pone in stato di inferiorità nel mondo del calcio. Sul piano dell’internalizzazione la signora Melandri ci ha creato minus, è come se ci avesse levato una gamba, ci ha azzoppato». Secondo De Laurentiis ora, a distanza di almeno 5 anni, bisognerebbe quindi «avere il coraggio di fare un passo indietro e ammettere che abbiamo fatto una stupidata e che la legge Melandri non ci porta da nessuna parte, ci fa soltanto diventare l’ultima nazione del mondo».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

Tufano

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