De Laurentiis: «Voglio lo scudetto. Cavani? C’è il Chelsea alla porta»

«Avevo pronti 40 milioni per Lamela e Marquinhos ma ci ho ripensato»

Dice. E non dice. Fa un passo avanti e poi altri due indietro. E come sempre gioca: sui nomi, sulle scelte del mercato, sulle strategie, su Mazzarri e su Benitez. Aurelio De Laurentiis questa volta non ha il ragù dall’altra parte della casa a ”pippiare” mentre è collegato al telefono con Radio Marte a parlare del Napoli che sta nascendo in questi giorni. Prova a dare ordine a quello che è successo negli ultimi tempi e a proiettarsi su quello che succederà. «Ma non so ancora quale sarà la mia formazione titolare ma posso dirvi il modulo con cui giocherà: un 4-2-3-1. Vi piace?».
Un passo indietro, all’addio di Walter Mazzarri. «Mi sono bastati i primi sette mesi di conoscenza per capire che non si era calato nella ”napoletanità” che io tanto amo e che spesso mi fa litigare anche con alcuni miei familiari. Un toscano che non si è mai ambientato. Però era bravo, allora sono riuscito a tenerlo stretto per altri due anni. Di più non ho potuto». Spiega ancora, il patron, tra uno spot pubblicitario e un altro che non sembra proprio gradire. «Quando quest’anno ho compreso che stava andando via ha dovuto fare una finzione scenica: c’era in palio il secondo posto e volevo evitare di sgonfiare lo spogliatoio». Il leit-motiv sono ovviamente gli acquisti. Ma è la Cavaneide al centro di tutto. E De Laurentiis cala il suo nuovo asso: a Città della Scienza svelò la trattativa col Manchester City che metteva sul piatto Dzeko, ieri ha portato alla luce – ufficialmente – l’assalto del Chelsea. «Mi chiameranno nelle prossime ore (ma probabilmente, la telefonata c’è già stata, ndr). Li sentirò, sanno che c’è una clausola: se resta a Napoli, sarò felicissimo. Altrimenti lo sostituirò con uno all’altezza». Poi, però, dopo un po’ spiega ancora: «Cavani, al contrario di Hamsik che è la nostra bandiera, vuole andare via. Voleva andarsene già lo scorso anno ma dissi di no ai 55 milioni dello Zenit. Dove andrà? Beh – dice scherzando – se è vero che quotano la sua cessione al Chelsea a 1,80 il giorno prima di darlo agli inglesi vado a scommettere 500 milioni e sistemo il Napoli per sempre…».
Difficile capire quando il patron si traveste da showman e giochi a sorprendere. E quando invece fa sul serio, come è sembrato ieri, cercando in questo caso di preparare i tifosi a una separazione che non sarà così indolore come quella da Mazzarri. Cavani sembra davvero vicino al Chelsea. Poi, però, il copione è quello già visto in altre occasioni. Ovvero non fa i nomi di quelli che verranno («Mascherano e Skrtel? Non ci interessano», dice con la stessa convinzione con cui negò aspramente di essere in trattativa con Benitez), ma solo di quelli che potevano venire. E così sulla scia di Jovetic, Pepito Rossi e Icardi svela la trattativa, sfumata, per Marquinhos e Lamela. «Ho offerto a Unicredit 40 milioni per i due, loro però insistevano e volevano darmi Osvaldo ma finché io ho il must degli attaccanti (il riferimento è a Cavani, ndr) non ha senso che io prenda una prima punta. Ci ho pensato un po’ e poi mi sono detto che in quei ruoli ce ne sono di molto più bravi».
Per De Laurentiis sono le prime luci del mattino sulla costa ovest degli Stati Uniti. «Ma sono sveglio da 4 ore, e da 4 ore sto al telefono». Non dice se ha già parlato con Benitez. «Sono felice di averlo ingaggiato, mi è piaciuto per la sua personalità perché è uno spagnolo-napoletano con cui mi do già del tu. Un monogamo, uno che ha le idee chiarissime, che vuole mandare le due figlie a studiare a Cambridge e con cui parlo tutti i giorni a lungo». Racconta il primo incontro con Rafa: «Con me a Londra c’erano Chiavelli e Bigon e ci ha incantato subito perché mi è apparso un lottatore abituato a combattere: pochi minuti per negoziare l’ingaggio e tre ore a parlare di calcio e restare colpito dal suo modo di essere. In alternativa avevo pensato a Villas-Boas che avevo conosciuto in occasione della sfida in Champions ma proprio in quei giorni partiva per una tournée col Tottenham e allora mi sono deciso. Ma sia chiaro: di allenatore, prima di prendere Benitez, ne ho contattato personalmente almeno altri dieci. E con alcuni di questi, ho discusso più di una volta».
In ordine sparso, poi, dice che: Insigne è meraviglioso, Zuniga non andrà via e tantomeno andrà all’Inter («dove c’è Branca con cui non voglio avere nulla a che vedere neppure se mi offre 25 milioni per il colombiano») e che la società che potrebbe prendere in Inghilterra partirà dalla terza divisione («così mando lì a giocare i vari El Kaddouri che qui non vanno in campo più di sei volte all’anno»). De Laurentiis poi manda un avvertimento alla Lega: «Questa volta niente scherzi: conoscono prima le date degli impegni in Champions, due anni fa mi indignai per il loro comportamente, questa volta potrei davvero perdere la pazienza». Annuncia che il vice di Benitez sarà Fabio Pecchia: «Mi hanno detto che è una persona seria e ho detto che va bene». E poi si lascia andare. «Voglio lo scudetto, il prossimo anno dovremo lottare per vincerlo. Ovvio c’è un allenatore nuovo e tanta concorrenza in giro perché siamo almeno in sette a poterlo vincere. Ma è chiaro che puntiamo ad arrivare primi». Strano per uno scaramantico uscire così allo scoperto. Evidentemente lo spagnolo dalla faccia di curato di campagna deve davvero dargli sensazioni positive.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

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