De Sanctis: «Ecco perché mi arrabbiai al gol di Cavani»

Cavani segna il 4-1 del Napoli sul Lecce all’81esimo minuto: 3 dicembre 2011, anticipo della 14esima giornata di A. De Sanctis allarga la braccia, appare innervosito, e non esulta. Seduto a bordo campo Cristiano Lucarelli informa il compagno di squadra dei minuti mancanti alla fine e dice 7-8 minuti. È questo il video inserito su Youtube che ha sollevato un polverone in rete sulla partita poi finita 4-2 per gli azzurri (il Lecce accorciò nel recupero con un gol di testa di Corvia). De Sanctis da Roma, dove si è recato per l’incontro di metà stagione con allenatori, capitani, dirigenti e arbitri dove si è parlato anche della problematica calcioscommesse («Una sola è la via: denunciare», ha detto il portiere), ha poi chiarito l’episodio di quel Napoli-Lecce:

«Non c’è nulla di strano, il mio era solo un gesto di liberazione, perché venivamo da tre pari consecutivi, l’ultimo dei quali un 3-3 rocambolesco con la Juve. Con il Lecce eravamo andati sul 3-0, poi loro avevano accorciato le distanze e rischiato di raddoppiare. Chi mi conosce sa che esulto solo negli spogliatoi. Il video non lo volevo nemmeno commentare. Una situazione kafkiana, perché quello è uno stato d’animo in cui mi riconosco tantissimo».

De Sanctis infastidito per l’interpretazione che nel video è stata data attraverso diverse domande al suo atteggiamento.

«Invito chi ha fatto il video a venire a Castelvolturno, a farmi le domande che sono sul video e gli rispondo. Anche se dubito che verrà perché penso sia tifoso di qualche altra squadra e poi penso sia poco intelligente nascondersi dietro internet, dietro questi mezzucci. Lasciamo stare, va bene sdrammatizzare, perché l’intelligenza deve sempre superare la stupidità. Voglio spiegare questa cosa perchè in questo momento va fatta chiarezza per non alimentare quella caccia alle streghe che mi infastidisce».

Il portiere insiste.

«Il mio era solo un gesto liberatorio, chi mi conosce sa che gioisco solo negli spogliatoi con i miei compagni, eccezion fatta, magari, alla fine dell’anno, quando il risultato è acquisito. Niente di più, niente di meno». E aggiunge, riferendosi a un altro spezzone del video: «A Lucarelli avevo solo chiesto quanto mancasse alla fine della partita».

Poi su Radio Marte il portiere ha chiamato a raccolta tutti i tifosi azzurri promettendo

«due biglietti per la prossima partita di Champions contro il Chelsea e la sua maglia autografata a chi trova la caccia all’autore del video». 

Nessun flusso anomalo di scommesse su Napoli-Lecce- secondo quanto apprende Agipronews- né sul totalizzatore nazionale cui sono collegati tutti i concessionari autorizzati dai Monopoli di Stato né verso il bookmaker austriaco SkySport365, a più riprese protagonista delle inchieste giudiziarie e sportive con denunce e segnalazioni alle autorità.

De Sanctis parla di altre questioni extracalcistiche, come delle rapine ai danni di alcuni giocatori del Napoli e di loro familiari:

«Sono situazioni e fatti che, per come sono avvenuti, hanno fatto pensare. Ma mi fermo qui. A Napoli si sta bene ma bisogna stare attenti come in tutte le grandi città».

Il discorso campionato:

«Dieci punti dalla vetta sono troppi, tra l’altro con cinque squadre davanti. La cosa importante è che non ci siamo staccati dal gruppetto che si giocherà i posti più importanti per la partecipazione alle coppe europee».

Su Vargas.

«Non carichiamolo di responsabilità».

E parla di un possibile obiettivo:

«La coppa Italia? Può essere la strada giusta per vincere un trofeo importante, quello che realisticamente ho sempre pensato alla nostra portata».

 

Fonte: Il Mattino

 

La Redazione

P.S.

 

 

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