Diego Contento abbraccia la sua gente: voglio giocare anche un minuto

Contento è un pezzo di Napoli all’interno del Bayern di Monaco. Esterno sinistro di 21 anni, è il più anziano nella rosa bavarese, dove per anzianità s’intende militanza nel Bayern. Vi entrò 15 anni fa, portato da papà Pasquale, nato a Casalnuovo, tifoso del Napoli, ed emigrato in Baviera per lavorare come montatore di scena in un teatro nel 1971.
Diego, che di secondo nome fa Armando non a caso, è nato nel 1990, in piena era Maradona.

A casa mia non si parlava d’altro, mio padre impazzisce per il Pibe”

spiega il giovane difensore

“Ora ho la maglia di Lavezzi nella mia camera e questo tatuaggio sul braccio sinistro con la scritta Mano di Dio…”.

I due fratelli Enzo e Domenico giocano nel Fc Azzurri, club dei campionati dilettanti (ovviamente si chiama così in onore del Napoli), dove il padre è il tuttofare.
Diego è entrato nella rosa della prima squadra ai tempi di Van Gaal, ed è il primo cambio della difesa. Anche se si fa male un centrale, entra lui e Badstuber scivola in mezzo:

«Per me è un onore fa parte di questo gruppo, di questa squadra che è una vera famiglia».

L’emigrante s’affaccia dalla finestra dell’hotel sul lungomare e sorride:

«Questa è casa mia, vengo ogni estate con la mia famiglia. Amo questa città e vorrei giocare qui un giorno. Se interessa a qualcuno, il mio contratto scade nel 2013».

Parla solo napoletano e scherza con tutti:

«La Juventus? Si poteva fare un anno fa. Ma non so se mio padre mi farebbe andare…»,

dice scherzando. E allora da buon napoletano spegne subito sul nascere la domanda provocatoria del reporter tedesco:

«Se a Napoli si può andare in giro tranquilli? Ma certo, c’è il sole e si mangia benissimo»

Ha fatto da guida ai compagni di squadra in vista della trasferta sotto il Vesuvio:

«Mi prendono tutti un po’ in giro, mi dicono di non esultare in panchina se segna il Napoli. Per portare tutta la mia famiglia allo stadio ho fatto incetta di biglietti tra i miei compagni. La tribuna sarà piena di parenti e amici e papà non sarà nella pelle per l’emozione. Io sarei felice anche di giocare un minuto al San Paolo».

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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