ESCLUSIVA – Nicolato (ag. Fifa): “Bravo Bigon, protagonista di un mercato oculato”

 

Seguire i giovani, assisterli nella loro crescita, con la speranza, o meglio, la convinzione che un giorno possano affermarsi nel calcio che conta, fa parte del suo lavoro. Una professione intrapresa da qualche anno, nonostante la giovane età. Stiamo parlando di Francesco Nicolato, agente Fifa che opera sia all’estero, sia in Italia, alla continua ricerca di talenti del panorama calcistico internazionale. Eccolo ai nostri microfoni:

Innanzitutto ci spieghi la sua professione: chi è l’agente Fifa

A livello federale  l’agente è una persona fisica, quindi non una società, che si occupa di mettere in contatto le squadre con i calciatori. Un libero professionista che per lavorare deve essere iscritto all’albo mondiale della Fifa. Volendo spiegare nel dettaglio la mia attività possiamo dire che è improntata tendenzialmente verso l’estero, poiché per qualche anno ho vissuto in Portogallo. Mi occupo soprattutto di giovani, calciatori in erba, potenziali campioni del domani. Opero anche in Italia e nel Nord Europa

Lei parlava dell’albo Fifa, cosa ne pensa della possibile abolizione di quest’ultimo proprio da parte della Fifa?

E’ una domanda che mi lascia completamente indifferente. Sono dell’idea che, gli agenti di calciatori, debbano avere un avvocato di fiducia, che si occupa del dialogo con le società di appartenenza di ogni singolo giocatore assistito. A mio avviso, non è l’appartenenza ad un determinato albo, indipendentemente dalla categoria, a stabilire la professionalità di un uomo. Essere professionali vuol dire ben altro.

Secondo il suo parere perché si è arrivati a questo punto?

Forse perché la Fifa si è resa conto che superare l’esame ed iscriversi all’albo, si è rivelata una cosa relativa.

Cambiando completamente discorso, lei assiste tanti giovani calciatori. Tra gli altri ce n’è uno che ci vuole menzionare?

Non me la sento di fare un nome in particolare. Personalmente credo in ognuno di loro. A mio avviso sono tutti dei potenziali calciatori che possono affermarsi sia in Italia, sia all’estero.

Cosa significa, per lei, poter operare e interagire con i giovani, anche sul piano morale?

Lavorare con i giovani e’ tutto, sono la base fondamentale per creare un futuro vincente. Poter crescere con un giovane e’ motivo di orgoglio, sia per la conquista della sua fiducia fin dall’ inizio,  sia nel poter vedere trionfare il calciatore nel tempo  ai massimi livelli. Quando mi telefona un mio giovane calciatore mi comunica che è stato convocato in selezione “D” o in Nazionale giovanile per me e’ motivo di grande soddisfazione,  è una prima gratifica di un lavoro che si e’ sviluppato in sinergia dal giorno in cui abbiamo iniziato a collaborare, partendo da qualche campetto di periferia o di provincia. 

Calciatori del presente o del passato con i quali le sarebbe piaciuto avere un rapporto professionale

Come calciatori di tutti i tempi mi sarebbe piaciuto essere il procuratore di Cruyff,  di Riva e di Best. Per quanto riguarda i giocatori del presente, ammiro molto Messi, Pastore e Marchisio.

Passando al calciomercato che si è concluso da circa due settimane, un suo parere su quella che è stata la finestra di gennaio.

Non è stato un mercato di riparazione. Ogni squadra ha cercato di sopperire alle “mancanze” del calciomercato estivo che, eccezion fatta per qualcuno, non ha regalato colpi clamorosi.

In particolare, lei che è un consulente di mercato, come ritiene si sia mosso il Napoli con Riccardo Bigon?

E’ stato bravo a portare avanti il lavoro svolto in passato da Pierpaolo Marino. Ha acquistato giocatori importanti, rendendosi protagonista di un mercato oculato.

Un consiglio per gli acquisti al DS azzurro?

Beh, il Direttore non ha di certo bisogno di consigli, è una persona preparatissima. Anzi, a questo punto girerei la domanda proprio a Riccardo, che conosco di persona: gli chiederei se c’è qualche giovane talento da poter assistere. [ride, ndr].

Il calcio italiano, soprattutto in seguito agli ultimi mondiali, è in preda ad una grossa crisi. Come pensa si possano risolvere i tanti problemi che affliggono questo sport nel nostro Paese?

Io non sarei così pessimista. Certo, l’Italia si è resa protagonista di una brutta figura agli ultimi Mondiali; ma è anche vero che non è facile per le società pescare dal settore giovanile. Spesso si punta al mercato estero, dove si trovano calciatori umili, determinati e “vogliosi”. Tuttavia, bisogna anche considerare che molti calciatori che si stanno affermando nel calcio che conta, vedi Ranocchia, Bonucci, Ariaudo, Giovinco, sono tutti prodotti del vivaio di alcune società di Serie A.

Dal punto di vista personale, oltre al calcio ha altre passioni?

Il calcio è fondamentale nella mia vita. Oltre a questo magnifico sport, ho la passione per la Formula 1 e per le auto veloci.

Per concludere, il suo sogno nel cassetto

Ne ho tanti. Se devo dirne uno, spero di togliermi tantissime soddisfazioni attraverso i miei assistiti, sotto l’aspetto professionale; mentre, dal punto di vista generale spero che nel mondo ci possa essere maggiore sensibilità verso i bisognosi.

Intervista a cura di Stefano D’Angelo

 


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