Fiorentina, Commisso: “Io sono calabrese e Montella è napoletano, insultare il Sud è insultare noi”

Fiorentina, Commisso: “Io sono calabrese e Montella è napoletano, insultare il Sud è insultare noi”

Ai microfoni del Corriere dello Sport ha parlato cosi il presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Ecco le sue parole:

“Volevamo De Paul, Raphinha, De Rossi e Nainggolan, il prezzo per i primi due non era quello che ritenevamo giusto. Sono stato chiaro, vogliamo fare meglio dell’anno scorso, non ho promesso la Champions League. Con il nostro fatturato non puoi spendere 230 milioni, devi cambiare meccanismi e aumentare i ricavi. Bisogna migliorare le infrastrutture. Vogliamo uno stadio e un centro sportivo dove staranno tutti, donne, academy, prima squadra, giovanili, con piscina, campi, palestra. Da questo punto di vista sono deluso. C’è voglia di fare, ma vedo un processo lungo, pieno di ostacoli”.

CHIESA – Non abbiamo mai ricevuto una telefonata dalla Juventus o da qualsiasi altro club per Chiesa. La nostra posizione è sempre stata chiara. Leggo che Della Valle mi avrebbe fatto lo sconto a patto di non vendere Chiesa. Ma quando mai? Le pare che tolgano 70 milioni da una trattativa?”.

CORI SPIACEVOLI – “Non voglio più sentirli, né sull’Heysel, né su Scirea. E non voglio più neanche quelli contro il sud. Io sono calabrese, Joe Barone è siciliano, Montella è napoletano, attaccare i meridionali è attaccare noi. Ai leader della Fiesole dico: controllate i pochi che lanciano quelle urla”.

CASTROVILLI – “Mi chiedo solo perché non  giocasse già a Firenze l’anno scorso. Arriverà in Nazionale”.

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