“Galletti” ruspanti, giallorossi corsari: Bari Roma 2-3

 

La trentacinquesima giornata del campionato di serie A si chiude al San Nicola, si affrontano Bari e Roma mosse da stimoli completamente diversi: i giallorossi ancora alla caccia di un posto Champione ed i “galletti”, matematicamente retrocessi, ormai in campo solo per l’onore. Dagli spalti i tifosi casalinghi intonano flebili cori di contestazioni alla squadra e soprattutto nei confronti della società. I pugliesi si mostrano tutt’altro che dimessi: pressano in ogni zona del campo e mantengono molto bene le posizioni, difettano esclusivamente nell’ultimo passaggio. Al 24′ episodio decisivo: tocco di mano in area da parte di Juan, per l’arbitro Russo di Nola è rigore; dal dischetto Bentivoglio non sbaglia e fa 1-0. La Roma reagisce subito al 30′: calcio di punizione dal limite dell’area, sul pallone c’è Totti che tira di potenza e buca l’estremo difensore barese Gillet, non esente da colpe per l’errato piazzamento della barriera. Dal canto suo il capitano giallorosso raggiunge quota 205 marcature nel massimo campionato, agguantando un altro pezzo da novanta nella storica classifica dei cannonieri di sempre come Roberto Baggio. Gli uomini di Montella si rendono pericolosi in zona offensiva ma offrono il fianco alle ripartenze degli avversari, Vucinic, Menez e lo stesso Totti non danno un concreto apporto in fase di copertura. Il Bari non sembra voler arrendersi: al 42′ cross di Romero e colpo di testa vincente del norvegese Huseklepp, 2-1. Il primo tempo termina tra i rimproveri di Montella ai suoi ed il fervente spirito combattivo messo in atto dai calciatori baresi. Nella ripresa entra Borriello al posto di Menez, l’allenatore giallorosso ridisegna l’assetto in attacco posizionando Totti alle spalle del nuovo entrato e dell’altro alfiere Vucinic. Al 48′ altro episodio da segnalare: Bentivoglio supera con un tunnel De Rossi che perde la testa e reagisce con dura gomitata, Russo vede tutto e non esita ad estrarre il rosso per il centrocampista, recidivo in quanto ad episodi violenti. Il match non lesina ulteriori azioni da moviola: al 56′ Belmonte trattiene in area Juan e provoca il rigore, Totti dal dischetto batte Gillet e riporta il risultato in parità, 2-2. I 206 gol consentono dunque al numero 10 romanista di arricchire il suo bottino personale e di superare il “Divin codino”. L’album dei moviolisti trova un altra figurina al 78′ quando Russo fischia un altro rigore per una trattenuta di Glik, espulso, su Borriello: Totti dagli undici metri spedisce il pallone sul palo e spreca il possibile vantaggio. Dopo aver subito l’espulsione di Perrotta per un pugno ai danni di Masiello, la Roma trova la vittora in extremis grazie ad un tocco sotto misura di Rosi. I capitolini raggiungono l’Udinese sperando ancora nella Champions, il Bari si arrende solo nel finale dimostrando grande professionalità e correttezza. Da sottolineare la prestazione a dir poco carente di Russo, subisce la pressione dei calciatori in campo dimostrando di non avere la giusta personalità, entrambe le compagini possono dirsi danneggiate dalle sue topiche.

Antonio Fusco

 

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