Serie A, 6a Giornata: Genoa-Napoli, in casa dell’avversario

A meno di 72 ore di distanza dal pari interno con il fanalino di coda Sassuolo per questa sesta giornata arriva per il Napoli la trasferta a Genova sponda rossoblù e subito questo primo anticipo di sabato 28 settembre (ore 18) si presenta insidioso per le premesse che ha maturato. I liguri sono reduci da una sconfitta brutta e beffarda martedì nell’anticipo di Udine, scaturita da un episodio nel quale il malcapitato Calaiò ha trafitto di testa il suo portiere Perin. Momento dunque nuovamente difficile in casa Genoa dopo la tregua concessa dal successo nel derby con i doriani ed ora è a forte rischio la panchina di Liverani. E, amara curiosità, anche il settore giovanile non vive un momento felice: proprio alcuni giorni fa è stato esonerato il tecnico della Primavera Eranio, (i Grifoncini sono ultimi in  classifica con 5 sconfitte su 5 incontri!) per giunta senza neanche un incontro con Preziosi, ma con una semplice telefonata da parte del responsabile del settore giovanile Sbravati. E ora il tecnico rossoblù si prepara ad una gara sulla carta proibitiva con le idee ben chiare: “Contro il Napoli ci vuole la stessa voglia che abbiamo avuto nel derby”. Sicuramente il tecnico romano potrà beneficiare dell’appoggio di un tifoso d’eccezione, Papa Francesco che nella giornata di ieri ha ricevuto e benedetto una delegazione della società, ricevendo in cambio una maglia e la tessera del tifoso dall’ex capitano Marco Rossi. La sua fascia è stata ereditata da Portanova le cui doti di saltatore con la maglia del Bologna il S. Paolo le ricorda fin troppo bene… Il difensore romano di nascita e napoletano per simpatia (la moglie è partenopea, oltre ad aver militato in azzurro l’anno prima del fallimento) si è subito affermato come leader nello spogliatoio e sabato pomeriggio guiderà difesa e squadra nel difficile duello. Al suo fianco ci sarà l’altro fresco ex azzurro Gamberini (insieme a Calaiò) e probabilmente il francese De Maio che ha fatto il suo esordio in serie A proprio martedì ad Udine per sostituire l’infortunato Manfredini.

Dalle sessioni di allenamento di ieri e oggi, tranne l’affaticamento muscolare di Bertolacci, sono arrivate buone notizie: recuperati  Sturaro, Donnarumma (napoletano di Castellammare) e Kucka, compagno di Hamsik nella Nazionale slovacca. Dovrebbero partire dalla panchina, così come Santana: pochi mesi all’ombra del Vesuvio due campionati orsono per l’argentino naturalizzato italiano. Tra le riserve anche il   nazionale senegalese Konaté, che gode la fama di saper giocare con la stessa bravura in attacco e in porta. Indisponibili perché ancora alle prese con i loro percorsi riabilitativi Manfredini e Antonelli. A centrocampo spazio per il connazionale di Radosevic,  Vrsaljko,  pedina della nazionale maggiore croata, accanto al roccioso Biondini e al regista originario di Castello di Cisterna Francesco Lodi, al centro di una suggestione di mercato colorata d’azzurro, come per Gilardino. Più di una suggestione per la verità per quest’ultimo: ad agosto sembrava un’ipotesi concretamente percorribile lo scambio tra la punta della nazionale italiana e Calaiò, invece i due attaccanti formeranno la linea d’attacco contro gli uomini di Benitez. E proprio l’Arciere è stato ospite mercoledì, non in qualità di calciatore ma di papà, al Complesso Polisportivo La Sciorba.

La giornata di domani sarà dedicata a due  presentazioni: prima le iniziative per il settore giovanile rossoblù e, a seguire la conferenza di Mister Liverani, sulla gara di sabato già entrata in un clima di prepartita molto intenso. A ruba i biglietti della gara, si attendono ben 5mila sostenitori azzurri provenienti anche dall’estero per celebrare ancora una volta lo storico gemellaggio tra le due tifoserie con un Ferraris che si preannuncia “bardato a festa”. In occasione di  questo evento saranno presentati gli Hall of Famers; 11 atleti che hanno vestito la maglia  rossoblù, scelti dai tifosi, sfileranno in divisa ufficiale e  saranno premiati con un’opera realizzata dal pittore Federico Romero Bayter, colombiano di nascita ma genovese, anzi “genoano di adozione”. Un connubio con la pittura per mostrare una volta in più che anche  il calcio può essere un’opera d’arte.

Servizio a cura di Maria Villani

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