Gli ultras del Napoli dichiarano guerra alla tessera del tifoso

La Curva A ha dichiarato che non si abbonerà

Il messaggio è chiaro ed inequivocabile: gli ultras del Napoli, coloro i quali si sono schierati sempre accanto alla squadra anche nei momenti difficili quando tutto e tutti erano ostili, non si faranno l’abbonamento per il prossimo campionato di serie A. Non per protestare contro la società, o contro la squadra, come quando era nei momenti bui della “Ssc Napoli” che piano piano crollava verso i bassifondi ed il fallimento, quando lo stadio era vuoto perché i calciatori «non meritavano la presenza dei tifosi e i colori biancoazzurri ». Diserteranno per protestare contro il Viminale e la legge che loro chiamano “svuota stadi”. Ogni domenica parteciperanno alle partite acquistando di volta in volta i biglietti, come i “tifosi occasionali”, coloro i quali vanno allo stadio di tanto in tanto, loro che invece hanno scelto a vita il Napoli. La prima curva a scendere in campo è la A che ha siglato buona parte degli striscioni, anticipandoli da alcuni murales: “Ci siamo ma non ci abboniamo” per testimoniare la presenza accanto alla squadra che i gruppi non vorranno far mancare per il prossimo campionato. Probabilmente anche la curva B, nei prossimi giorni deciderà cosa fare e sarà prevedibile che anche loro non si abboneranno. A Fuorigrotta, ma anche al Porto, a Poggioreale e alla Loggetta. Nelle scorse ore sono comparsi striscioni anche in provincia: a Portici, Ercolano e San Giorgio. Ma perché i tifosi delle curve non voglio tesserarsi? Innanzitutto occorre capire fino in fondo cos’è la tessera del tifoso. È uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale e con una legge firmata dal Viminale, dal ministro Maroni. Il progetto lanciato dall’Osservatorio ha come obiettivo quello di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”. La tessera, rilasciata dalla società sportiva dopo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni anche se non definitivi), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa. A cosa dà diritto la “tessera del tifoso”?. Al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti; vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati; è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.). I vantaggi per la sicurezza. Secondo quanto previsto dal Viminale, la “tessera” permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”; garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio; consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte. Ma se apporta tutti questi benefici perché gli ultras non voglio tesserarsi? E paiono essere compatti a nord a sud? Addirittura è nato un vero e proprio movimento tra tutti i gruppi ultras che il 14 novembre del 2009 scesero in piazza a Roma compatti. Non ci fu uno scontro, né un vessillo. Tutti gli ultras erano preceduti da uno striscione: “No alla tessera del tifoso”. Ma il Viminale è andato avanti per la propria strada e da settembre si parte. Secondo i tifosi, questo nuovo strumento rilasciato (dietro pagamento) dalle società di calcio e dalle Questure andrà a sostituire i biglietti cartacei e gli abbonamenti. Sarà l’unico modo per accedere agli stadi e con il tempo diventerà anche tessera punti, accumulabili soprattutto con l’acquisto nei negozi convenzionati, bancomat, carta prepagata. Inoltre, cosa di non poco conto, secondo gli ultras, la “tessera del tifoso”, sarà una schedatura preventiva da parte delle questure per tenere sempre sotto controllo ogni “movimento del tifoso”. Infine, sarà “la scusa” per allontanare per sempre dagli stadi tutti coloro che cercano, anche contro le volontà politiche vigenti, di accendere con passione, voce e colore le curve d’Italia. «Questa sarà la spallata definitiva dello Stato al tifo “all’italiana” che sparirà per lasciare posto al tifo “all’americana” fatto di gadgets, hotdog, televisione», scrivono gli ultras nei loro comunicati. Intanto ieri il nuovo capo della Digos della Questura di Napoli Filippo Bonfiglio nel corso di un incontro con la stampa, ha ribadito l’importanza dello strumento imposto dal Viminale. «Stiamo già seguendo con grande attenzione la questione legata alla tessera del tifoso visto che gli ultras del Napoli mi sembrano tra i più determinati a non volerla sottoscrivere. La tifoseria napoletana – ha detto Bonfiglio – va seguita con alta attenzione».
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