Grava: “Non firmiamo per il secondo posto! Come il Napoli nessuno mai”

Grava: “Non firmiamo per il secondo posto! Come il Napoli nessuno mai”

Gianluca Grava, arcigno difensore azzurro ormai da quasi un decennio ed emblema del Napoli e della sana napoletanità, racconta al salottino di Radio Marte il suo percorso dalla C alla Champions, dai campi di periferia alla lotta scudetto, dalle gioie perseguite in maglia azzurra all’incubo (finalmente terminato) del calcio scommesse. Ecco quanto evidenziato dalla Redazione di IamNaples.it:

La fine di un incubo- “E’ passato molto tempo dall’ultima da titolare a quella col Catania, quindi ci tenevo particolarmente a fare una bella figura: in settimana ho saputo che avrei giocato e allora ho tramutato il nervosismo in forza per fare bene. E’ stato un brutto mese, sono stati momenti tristi che solo Paolo ed io conosciamo e dai quali siamo usciti alla grande. Chi ringrazio? La mia famiglia, specie mia moglie: è riuscita a sopportarmi nonostante la grande tristezza. Il 17 Gennaio? Ero sul divano con moglie e figli e guardavo spesso il telefono per sperare che squillasse. Invece la notizia l’ho appresa da Radio Marte, in macchina mentre andavo a prendere mio figlio al doposcuola: mi sono molto emozionato. La prima persona che ho chiamato? Mia moglie, poi ho sentito anche Paolo, logicamente: siamo scoppiato insieme in un pianto liberatorio. Le gare viste in Curva B? Per quanto soffrissimo di non poter essere in campo, è stata una bella esperienza, è bello stare in mezzo alla gente che ti ama e che ami. Proprio loro ci hanno sempre difeso, insieme alla stragrande maggioranza della Stampa. Questa vicenda non può che rinforzarmi: quando sai di aver ricevuto un’ingiustizia e riesci comunque a superare questo scoglio, dopo hai molte più motivazioni. Mio padre dice che ora sono pronto a lottare per lo scudetto? (Ride ndr) Lui e mia madre mi sono stati molto vicini, sanno quanto ho 

sofferto e, soprattutto, hanno sofferto con me, quindi sa bene cosa ho dentro.”
Crescita esponenziale- “Mazzarri? Un grandissimo uomo ed un grande allenatore, ci è stato molto vicino nei momenti bui e mi ha gratificato con le sue parole. Ha creato un gruppo stupendo. Lo ringrazio ancora di avermi dato la possibilità di essermi tolto una bella soddisfazione: ho dimostrato che, nonostante non scendessi in campo da parecchio, sono pronto. Il mister parla molto con i giocatori e li osserva molto in allenamento, questi sono gli ingredienti che determinano il suo rapporto con noi e questo è il motivo per cui tra me e lui è scoccata la cosiddetta scintilla. Il mio passato in Azzurro? Se ci penso sto bene, ma come dice mio padre il passato è passato e il calcio bisogna viverlo quotidianamente: se avessi fatto qualche gaffe sabato avrei macchiato tutto quello che ho fatto in Azzurro. Se avvertivo la tensione? No, una volta in campo pensi solo al gioco. Scudetto? Guardare alla Juve e guardare che è solo a +3 da noi è molto bello, dato che si può sperare, ma la cosa più bella è guardarla alla fine, la classifica. Abbiamo più di un traguardo da raggiungere e speriamo di poter arrivare  a toglierci qualche soddisfazione. Firma per il secondo posto? No, non firmerei. Noi dovremo affrontare le partite con la cattiveria e la determinazione di quella col Catania, in A tutte le gare sono molto difficili”.
La parolina magica- “Duello Juve-Napoli? Abbiamo un buon vantaggio sulle altre, ma tutto può ancora succedere: noi pensiamo a fare bene e a dare filo da torcere in primis ai bianconeri. Il primo marzo? Già se ne parla, ma non dimentichiamoci che per riuscire ad arrivare a quel match con più punti possibile, bisogna giocarne prima altre e bisogna farlo con grande concentrazione. La Lazio? Mancherà qualche giocatore ma è comunque una squadra sempre temibile, che ha fatto un gran campionato, specie in casa. Il desiderio per il mio compleanno? E’ ancora lontano, è a marzo! (ride ndr) Sinceramente non so se rinnoverò o meno, ma io, premetto, ho ancora tantissima voglia di calcio, vedi la passione che c’ho messo sabato e ho ancora tanta voglia di Napoli, sia dentro che fuori dal campo, poi dipenderà anche dalla società. Gli attaccanti che ho fermato? Al San Paolo devono avere timore di mettere la gamba, i difensori del Napoli hanno carattere da vendere: si entra sempre sul pallone, ma si deve far sentire la presenze. Le parole di Bruscolotti? Sono molto contento, lo ringrazio e gli rinnovo la stima: lui mi ha insegnato molto e lo ringrazio di cuore. I nomignoli? Fanno piacere tutti, significa che si è fatto qualcosa di bello ed importante.” 
Napoli, nessuno come te- “Sono molto legato a questa piazza: grazie al Napoli mi sono tolto grandi soddisfazioni, anche quest’anno sono sceso in campo e per uno partito dalla Serie C, queste sono grandi soddisfazioni. Il miglior Napoli in cui ho giocato? Questo. Ci sono top player e guerrieri ed un allenatore che ci indica la strada e ci permette di migliorare giorno per giorno: qualcuno diceva che c’eravamo indeboliti rispetto allo scorso anno, i fatti dimostrano l’esatto contrario. Quando annienterò il prossimo attaccante avversario? Scherzi a parte, io sono pronto; poi quando il mister mi chiamerà, scenderò in campo. Il giocatore che mi ha dato maggior soddisfazione nel marcarlo? Ronaldinho, una sfida nella sfida che porterò sempre dentro. Cavani? Al di là di quello che succederà l’anno prossimo e che può sapere solo lui, noi dobbiamo essere contenti di poter annoverare un campione come lui che può aiutarci ad arrivare molto in alto e a vincere qualcosa. A lui, comunque, dico che nessuna piazza può mai darti quello che ti da quella azzurra: ero in C e mi sembrava di stare lottando per lo Scudetto. E’ cambiato tanto dai primi anni a Napoli, partimmo da una Serie troppo stretta ad una società come questa, su campi a noi sconosciuti: ora invece si lotta per il vertice, per il massimo e anno dopo anno ci si migliora sempre. Calaiò? E’ d’accordo con me sui miglioramenti della Società e delle squadra, anche lui è uno di quelli che hanno potuto vivere a pieno questa metamorfosi. Rolando? Mi ha molto colpito in allenamento, è molto forte e poi si è già innamorato del San Paolo, ma io gli ho detto che quello che ha visto fin’ora non è ancora nulla. Cannavaro in Nazionale? Non so perché Prandelli ancora non lo convochi, non c’entra l’amicizia che mi lega a lui, ma secondo me è uno dei migliori difensori in Italia. Difesa a 3 o a 4? Stupidaggini! Io spero ancora che arrivi questa benedetta Nazionale. Gol in Serie A o 200 presenze? Credo sia più possibile la seconda.”
La Redazione
M.P.


Iscritto alla Facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi in Napoli “L’Orientale”. Collabora con Iamnaples.it dal Giugno 2011 e cura, in particolare, la rubrica “La Storia”, dedita a raccontare vicende umane e personali di protagonisti legati al Mondo dello Sport. Prima di intraprendere questa strada ha giocato a calcio ed allenato presso diverse Scuole di Calcio, prossimo all’acquisizione della qualifica di “Istruttore di Base Figc”.

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