Guerra di spie, Conte scopre gli 007 di Mazzarri: espulsi

Il direttore sportivo Paratici ha immediatamente contattato Bigon per lamentarsi per la loro presenza

La sfida tra Napoli e Juventus è già cominciata: si muovono le «spie» per cercare di carpire qualche ultimo segreto dell’avversario. Due collaboratori di Mazzarri, Enzo Concina e Claudio Nitti, sono riusciti ad infilarsi ieri pomeriggio in una palestra attigua all’Olympic Center Stadium dove la Juventus si stava allenando. In palestra c’erano dei ragazzini impegnati in lezioni di judo e i due osservatori azzurri sono riusciti a passare in un primo momento inosservati e si sono posizionati davanti a una vetrata per avere una panoramica completa del campo di gioco.
L’idea era di prendere qualche appunto, magari scattare qualche foto, bene o male situazioni che animano le vigilia delle partite di calcio, schermaglie degli ultimi giorni. Gli addetti alla sicurezza li hanno sorpresi e allontanati e poi è intervenuto il dirigente bianconero Paratici, con la Juve infastidita per l’intrusione che ha protestato chiamando il suo collega napoletano Riccardo Bigon. «No comment» da parte del Napoli. Il tentativo di carpire qualche indicazione attraverso propri osservatori durante le sedute di allenamento avversarie o delle partite è usanza più o meno comune nel mondo del calcio. Ma stavolta alle «spie» del Napoli è andata male.
La Juventus non l’ha presa benissimo e sono intercorsi lunghi colloqui telefonici tra i due direttori sportivi, Bigon e Paratici, con il primo che ha ovviamente cercato di ridimensionare l’episodio. Il ds bianconero Paratici conosceva personalmente gli osservatori azzurri mandati da Mazzarri in avanscoperta. Una «spy story» in piena regola.
Non il modo migliore, però, per preparare la finale di Supercoppa in programma sabato. Cresce, comunque, la tensione e mancano ancora tre giorni alla sfida. E dopo le sedute di allenamento aperte ai tifosi da oggi fino a venerdì si proseguirà a porte chiuse. La Juventus continuerà ad allenarsi all’Olympic Center Stadium, il Napoli invece cambierà campo di allenamento, dopo la prima seduta al «Worker’s Stadium», quella di ieri nel giorno di arrivo della squadra azzurra a Pechino. E poi la partita allo stadio «Olimpico» dove sono previsti settantamila spettatori. Tre giorni ancora di lavoro per mettere a punto le ultime strategie, le utlime situazioni difensive e offensive, lo studio delle palle da fermo, calci d’angolo e punizioni.
L’episodio di ieri pomeriggio fa comunque intendere che la tensione tra i due club è al di sopra del livello di guardia.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

Tufano

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