I primi segnali critici di Rafa Benitez, si attende il top player in attacco. Tifosi tra entusiasmo e ansia

i 124,5 milioni di euro hanno mandato in estasi i tifosi ma è il momento di passare dalle parole ai fatti

Sono giorni decisivi per il Napoli; se non a ritiro in corso, Benitez vuole gli innesti più importanti almeno per il ritorno a Castelvolturno. Il 28 Luglio arriverà Raul Albiol e faranno ritorno anche Maggio e Gargano dopo la Confederations Cup; il tecnico madrileno valuterà l’uruguagio e deciderà se può rendersi utile alla causa. Si penserà anche all’impatto ambientale, viste le sue dichiarazioni d’amore per l’Inter di un anno fa. Considerazioni da fare anche per Zuniga, preso di mira dai tifosi a Dimaro per la trattativa con la Juventus. ”Lo voglio bene, ma ha un agente che pensa di essere un genio. Se rimane bene, altrimenti ne prenderemo uno più forte di lui”, così si è espresso De Laurentiis stuzzicato sull’argomento.

E’ difficile la cessione di Zuniga solo per soldi, è molto più probabile una maxi-operazione con la Juventus in cui inserire Matri e De Ceglie; l’idea delle due società c’è ma bisogna far inquadrare gli intrecci dell’operazione e l’eventuale volontà di tutti i protagonisti di costruire quest’affare.

Saranno giorni decisivi anche per la questione stadio; De Laurentiis ha dato tempo a De Magistris fino al 31 Luglio, vuole un accordo complessivo che gli conceda il San Paolo in gestione sulla scia delle possibilità permesse dalla nuova legge sugli stadi.

Entrambe le parti hanno l’interesse a trovare un accordo, è probabile che si arrivi ad una mediazione; nel frattempo, però, oltre Caserta è spuntata un’altra ipotesi che porterebbe alla costruzione di un nuovo stadio a Casoria nell’area denominata ovulo commerciale (clicca qui per leggere la nostra esclusiva). L’head of operations Alessandro Formisano ha comunicato al sindaco alle porte di Napoli di dare priorità alla ristrutturazione del San Paolo ma che se non dovessero esserci i margini per l’accordo, si è pronti a valutare la proposta dell’amministrazione comunale di Casoria e del sindaco Vincenzo Carfora. Il progetto intanto va avanti, il 24 Luglio se ne parlerà in consiglio comunale.

A Dimaro c’è un clima particolare, si vive sospesi tra entusiasmo e ansia, tra i sogni e le preoccupazioni. Durante il weekend la piccola cittadina del Trentino è stata invasa d’azzurro; è stato impressionante il colpo d’occhio offerto nell’amichevole contro il Feralpisalò. “Sono pronto a investire 124,5 milioni di euro nella Ssc Napoli”, la frase di De Laurentiis che da Twitter ha mandato in estasi i tifosi azzurri. La dichiarazione di spesa del patron non riguarda solo il mercato ma anche in altri settori strategici della società: lo stadio e il potenziamento delle strutture. Bisognerà migliorare sulle indicazioni di Benitez il centro di Castelvolturno, a Sant’Antimo i lavori procedono (clicca qui per leggere l’esclusiva), si punta a trasferire tutte le giovanili eccetto la Primavera nella struttura di Cesaro che vuole ospitare anche le gare di Youth League. I lavori richiesti dalla Uefa sono molto impegnativi, a Sant’Antimo provano a mettere tutto a posto nei tempi giusti.

Nei luoghi d’incontro della Dimaro azzurra si passa dall’esaltazione per le tante voci di mercato alla delusione perché non è ancora sostituito Edinson Cavani, uno dei bomber più importanti della storia del Napoli. Bigon e De Laurentiis dovevano avere già pronta l’alternativa ma sono stati bloccati dalla speranza che nessuno potesse permettersi l’esosa clausola.

E’ evidente il deficit del Napoli in termini di programmazione; non si riesce quasi mai ad arrivare ai primissimi obiettivi a causa delle limitazioni su ingaggi e diritti d’immagine. E’ avvenuto così per il portiere, Julio Cesar era il profilo perfetto per aiutare Rafael ma l’accordo è saltato sui dettagli, così è arrivato Pepe Reina, il terzo rinforzo, dopo Raul Albiol e Josè Maria Callejon della scuderia di Manuel Garcia Quillon, l’agente di Rafa Benitez. Il tecnico madrileno ha pieni poteri sul mercato, finora si sono incrociati i database del suo staff e quelli del Napoli ma la direzione della campagna acquisti è spagnola, sulla scia del fascino di Benitez su De Laurentiis. E’ nel rapporto di forza tra questi due personaggi che si gioca il futuro del Napoli. Benitez comincia a esprimere segnali critici, è emblematica una delle sue ultime dichiarazioni: “Mi auguro che i rinforzi arrivino quanto prima”. Dal campo arrivano alcuni segnali incoraggianti come la crescita della squadra nell’adattamento alle idee di gioco di Benitez sia in termini tattici che di applicazione su un lavoro completamente diverso da quello di Mazzarri. L’ex Chelsea applica le filosofie spagnole che concepiscono il contatto con il pallone come prassi, concependo il lavoro tecnico come priorità rispetto a quello atletico. L’idea è “dribblare” la stanchezza, utilizzare costantemente il pallone serve ad abbassare il livello di pesantezza del lavoro; la volontà è superare il concetto per cui la preparazione serve ad accumulare le riserve da tenere pronte per tutta la stagione ma impostare sin dai primi giorni di ritiro un programma di crescita tecnico-atletica.

Il ritiro sta per terminare, s’avvicina anche l’appuntamento del 29 Luglio contro il Galatasaray, serve completare quanto prima la squadra per dare a Benitez la possibilità di costruire il suo Napoli che sta affrontando un cambio radicale in termini tattici e di filosofia di gestione.

L’argomento più spinoso è l’attaccante; un top player come Higuain, Dzeko o Jackson Martinez darebbe una svolta ad una società che finora ha puntato sulla valorizzazione dei suoi talenti, obiettivo non sempre compatibile con la voglia di vincere dei tifosi sottolineata ieri in conferenza stampa da Pandev: “Dobbiamo portare a casa i trofei, una Coppa Italia è troppo poco”. Amen, hanno sospirato i tanti napoletani, ma dalle parole bisogna passare ai fatti, rivedendo le proprie convinzione su monte ingaggi e diritti d’immagine, i reali freni alla campagna acquisti del Napoli. E’ l’anno della verità, si è ad un bivio: bisogna passare dal ruolo di una bella favola a società di respiro europeo non solo nei proclami ma anche nell’organizzazione complessiva.

Ciro Troise

Tufano
Simon tech

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