Il “leader” Hamsik lancia il Napoli: «A Parma per volare»

Il “leader” Hamsik lancia il Napoli: «A Parma per volare»

Al centro del Napoli. Al centro del progetto, nel cuore del gioco. Marek Hamsik, sette gol e undici assist. Se gira lui gira tutto il Napoli. «Per me un assist vale un gol. Sono contento del ruolo. Gioco tantissimi palloni, curo la fase difensiva e cerco di smarcarmi per ricevere i passaggi e servire i compagni. Ma deve funzionare tutto per far girare bene la squadra». Ancora sul suo ruolo, diventato sempre più centrale con la partenza di Lavezzi. Marek è sempre più nel vivo del gioco. «L’allenatore ci chiede come prima cosa una grande fase difensiva e io cerco di aiutare la squadra in questo aspetto, così come gli attaccanti». Insomma, un leader. Anche se Marek fa fatica ad accettare questa considerazione. «Io top player della serie A insieme a Cavani? Non mi sento un top player. Un nuovo Hamsik? Speriamo che possa nascere qualcuno in Slovacchia. Chi mi somiglia? Direi Hernanes».
Sa bene quanto è importante la trasferta di Parma dopo il pari di Firenze, seconda trasferta consecutiva per il Napoli. «Domenica scorsa abbiamo fatto bene, dobbiamo andare con lo stesso spirito a Parma puntando alla vittoria. La sfida con la Juve? Ancora presto, pensiamo a Parma». Torna Cannavaro e gli restituisce la fascia. «Paolo è il vero capitano, lo è sempre stato ed è giusto che sia lui. Gli ho fatto da assistente per dovere in queste settimane…». E ieri ha sostituito Mazzarri nella conferenza stampa di presentazione. «La formazione? Non sono il mister, non decido io…». Contratto lungo con il Napoli, fino al 2016. Pronto a firmare a vita? «A Napoli sto molto bene. I tifosi sono innamorati di chi ama la maglia e io sono molto legato a questa maglia». E Cavani? «Anche lui ha rinnovato da poco firmando un contratto lungo con il Napoli. Penso che la sua intenzione sia di restare a lungo, lo spero perchè è molto importante per noi».
Il presente è il Parma, la trasferta contro la squadra di Donadoni che non ha mai perso in casa, il Tardini unico stadio ancora inviolato. «Dobbiamo andare lì per vincere. Sono d’accordo con Edinson, abbiamo puntato troppi punti per strada come quelli con Torino e Milan. Importante sarà crescere ancora in determinazione, lo stiamo facendo e bisogna continuare anche a Parma contro un’ottima squadra che giocherà alla grande e ci affronterà come se fossimo la Juve o il Milan». I tifosi azzurri sognano lo scudetto. «Io penso al Napoli e non guardo le altre squadre, dobbiamo dare il massimo partita per partita. Siamo alla ventiduesima giornata, il cammino è ancora molto lungo. Sono qui da tanti anni, stiamo crescendo insieme. Il Napoli è diventato una grande società e vogliamo diventare ancora più grandi». Un pensiero su Insigne. «Sta dimostrando che può giocare tranquillamente in A. Può fare strada, ha tanto tempo per diventare un calciatore importantissimo». Mourinho ha festeggiato i cinquant’anni, gli auguri di Marek. «Sarà ricordato benissismo in Italia per quello che ha fatto all’Inter e perchè ci ha fatto divertire con le sue conferenze stampe». Su una delle tante voci, il ritorno di Gargano, suo cognato. «Gli ho mandato un sms, non mi ha risposto. Sta bene all’Inter».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

 


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