Il Mattino: “A Kiev personalità da big, ma si può fare di più”

Il Mattino: “A Kiev personalità da big, ma si può fare di più”

Non si poteva chiedere al Napoli la partita perfetta, ma gli azzurri hanno rischiato di complicarsi la vita, ovvero l’esordio europeo, con un brutto inizio in cui si sono visti errori di misura e disattenzioni, un eccesso di timore nei confronti della Dinamo. Immobile la linea difensiva che ha favorito il gol di Garmash, ma poi è prepotentemente emersa la figura di Milik. Una doppietta in undici minuti in Champions non è da tutti: due reti di testa, in parte favorite da una fatale incertezza del quarantunenne portiere Shovkovskiy e da un difettoso rinvio di Khacheridi. Seconda doppietta, peraltro, dopo quella al Milan nella prima apparizione da titolare. Ci vogliono personalità e freddezza, non soltanto bella presenza, per fare certi gol: Milik le ha. Il giovane polacco ha saputo sfruttare azioni che sono partite dai lati – assist di Ghoulam per l’1-1, azione aperta da Callejon per il raddoppio – proprio come chiede Sarri. È andata bene contro Milan e Pescara, ha funzionato anche a Kiev. Non sono opportuni i paragoni con Higuain o con attaccanti sfiorati dal Napoli (Icardi): Milik ha un buon bagaglio tecnico, da migliorare attraverso il lavoro con Sarri, anzitutto sul piano della partecipazione alla manovra. Oltre ad Arkadiusz c’è una squadra in grado di ritrovare rapidamente concentrazione e compattezza e di risalire la corrente. Raramente aveva ceduto sotto l’aspetto mentale e fisico nella scorsa stagione, questa personalità è riemersa anche alla mezz’ora del primo tempo di Kiev, quando la Dinamo cercava il secondo gol. E invece la difesa ha saputo riorganizzarsi, in particolare più accorta è stata la gabbia predisposta sul lato sinistro da Sarri per Yarmolenko, con la marcatura di Ghoulam e l’alternanza di Koulibaly e Mertens nel raddoppio. Il vantaggio ha avuto l’effetto psicologico di migliorare la già buona organizzazione di gioco, portando Mertens vicino al gol (palo) mentre la Dinamo, rimasta in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Sydorchuk, non si piegava su se stessa ma cercava con le residue energie di evitare il ko. Un po’ sofferta la gestione del finale da parte degli azzurri, peraltro in undici contro dieci: se il Napoli rallenta e aspetta, soffre e deve dunque superare questo limite. La personalità e la capacità di creare gioco sono elementi che dovrebbero essere presenti nell’intero arco della partita. Ma questa rosa – forte – ha tempo per crescere. Lo riferisce l’edizione odierna de Il Mattino.


La redazione di IamNaples.it

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