Il Mattino – Sorteggio Champions, il Napoli rischia

Messi potrebbe mettere piede per la prima volta nello stadio di Maradona, oppure si potrebbe ritornare, a distanza di 24 anni, al Santiago Bernabeu a sfidare il Real di Mourinho. E che ne dite di un viaggio in Inghilterra, tappa Manchester, in casa dello United o del City di Mancini (i Citizens sono in terza fascia, una mina vagante per tutte le big)? Per dirla tutta, il cerchio delle teste di serie e di questo solo virtuale giro d’Europa potrebbe portare il Napoli a Londra, o all’Emirates Stadium dove gioca l’Arsenal (che ieri sera ha eliminato l’Udinese di Guidolin vincendo in rimonta al Friuli per 2-1 con reti di Di Natale, Van Persie e Walcott) o allo Stamford Bridge nel quartiere di Chelsea. Non finisce qui: dall’urna può uscir fuori anche una doppia sfida con il Bayern Monaco (che ospita la finalissima il 19 maggio all’Allianz Arena) e, ultima ipotesi, con il Porto, fresco vincitore dell’Europa League.
Sono le suggestioni del sorteggio per la fase a gironi della Champions League che si consumerà a Montecarlo, al Forum Grimaldi, questo pomeriggio alle ore 18. Al gran ballo europeo del pallone e dei denari orchestrato dall’Uefa (l’anno scorso sono stati distribuiti quasi 863 milioni di franchi svizzeri), l’Italia si presenta con il volto inedito del Napoli di De Laurentiis. Cosa mai accaduta da quando la Coppa dei Campioni è lievitata trasformandosi nell’attuale ipertrofico supertorneo.
Nel Principato di Monaco si annuncia sontuoso il sorteggio che verrà celebrato tra i soliti sorrisi (presente il presidente Uefa Michel Platini) le palline colorate e gli accoppiamenti predisposti dal computer per evitare incroci tra squadre della stessa nazione (Inter, Milan e Napoli non si potranno incontrare fino ai quarti), rispettando la classifica di merito aperta dal Barcellona schiacciasassi e che relega gli azzurri nella fascia meno nobile, la quarta.
Fa nulla. E poco importa se sulla strada di Mazzarri dovesse capitare, oltre a una delle superpotenze del calcio del vecchio continente, l’Ajax, il Lilla o lo Zenit. E persino Giuseppe Rossi che ha trascinato il Villarreal potrebbe davvero calcare il prato di Fuorigrotta, sia pure come avversario. Magari la sorte potrebbe donare uno tra i belgi dello Genk o i bielorussi del Bate Borisov (fuori lo Sturm) che navigano in fascia tre.
Brividi da Champions per Cavani, Hamsik e Lavezzi. Si rassegnino, però: non potranno incrociare i ciprioti dell’Hapoel o i campioni di Romania dell’Otelul Galati o i cechi del Plzen (ieri hanno eliminato lo Copenaghen). Ma nello stesso gruppo degli azzurri c’è pure il Borussia Dortmund, campione di Germania. E spunta, all’ultimo momento il Trabzonspor, ripescato al posto del Fenerbahçe che il Consiglio direttivo della federcalcio turca ha escluso per lo scandalo delle scommesse.
Il Napoli ritrova la Coppa Campioni e la ritrova con un nome e una filosofia differenti. Oggi è Champions League e allarga la sua luccicante ribalta pure a chi campione non è. L’ultima volta il 7 novembre del ’90 quando la squadra allora allenata da Albertino Bigon venne eliminata ai rigori dallo Spartak a Mosca. Protagonista Diego Maradona: entrò in campo al 64′ e segnò uno dei rigori. Cominciò in panchina per punizione: il lunedì non era voluto partire con la squadra (non ne aveva voglia, fece dire a Moggi, Ferrara, De Napoli e Crippa che erano andati a casa sua). Poi con un aereotaxi aveva raggiunto Mosca e aveva trascorso buona parte della notte sulla Piazza Rossa con la moglie.

Tra preoccupazioni e orgoglio, dunque, il Napoli oggi attende le sue Eurorivali, magari incrociando le dita e affidandosi a tutte le scaramanzie del caso: in fondo, in palio c’è pure un bel gruzzolo di soldi. Basti pensare che alla Roma è appena arrivato l’accredito dalla Uefa per la sua partecipazione (con eliminazione agli ottavi da parte dello Shakthar ) totale, 30 milioni.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

 

Vesux

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