Il Napoli conquista la finale: il momento buio è alle spalle, ora Benitez può guardare in alto

Il Napoli conquista la finale: il momento buio è alle spalle, ora Benitez può guardare in alto

Si è messo il vestito della festa, il Napoli, e ha regalato a Diego Maradona, per la prima volta al San Paolo da tifoso, il meglio di sé. La serata perfetta, la partita perfetta, per gli azzurri, che hanno travolto una Roma scioltasi imprevedibilmente sotto la pioggerellina partenopea, dopo il 3-2 dell’Olimpico che l’aveva illusa. Stavolta è stato 3-0 (Callejon-Higuain-Jorginho) senza ombre legali di alcun genere. Dovrà mettere in tavola molte delizie al limone, Benitez, a fine cena, per addolcire il palato di Garcia. Che perde pochissimo (secondo ko stagionale, dopo quello con la Juve) ma quando lo fa non si risparmia, con esiti assai pesanti. La Roma esce dal torneo, e ora cercherà il riscatto in campionato. Niente finale in casa propria, dunque per il francese, niente caccia alla stella d’argento, legata alla eventuale conquista della decima coppa Italia della propria storia. All’Olimpico, il prossimo 3 maggio, ci andrà il Napoli, per duellare con la Fiorentina di Montella, già rivale in classifica per un posto in Champions. Ma dopo una serata così Benitez può legittimamente guardare in alto, non alle spalle. Perché la sua creatura, che gira intorno a un Higuain da favola, sta diventando sempre più grande. Lo ha capito in questo caso una Roma inceppatasi prima e incapace di reagire in ossequio a quanto di ottimo fatto fin qui. Tonfi di questo tipo possono fare molto male, forse più di quanto può valere un accesso a una finale. Vedremo presto. Ma vediamo invece come è andata.

SCELTE – Rispetto alla prima sfida, Napoli subito con Ghoulam e Mertens. Anche la Roma si presenta con dei volti diversi. Il primo cambio obbligato, e dunque più delicato, riguarda Maicon, costretto al forfeit all’ultimo momento (ginocchio colpito contro la Lazio). Al suo posto Bastos, reduce da un derby giocato da esterno alto. Ci sono poi Pjanic per lo squalificato Nainggolan e Destro per Totti. Proprio il capocannoniere uscente della scorsa Coppa Italia (5 gol) prova a mettere subito il sigillo sul match (2’). Potrebbe essere questo il segno di un match vibrante. In realtà le due squadre si annusano a lungo, guardinghe, con Jorginho più timido rispetto a Pjanic, nel duello dei cervelli in campo. Il match conosce così un paio di fasi: la prima, inizia al 15’ e dura una decina di minuti, di marca napoletana, incoraggiati da un erroraccio di De Rossi a metà campo, con Mertens lanciato a rete e falciato da Benatia (che rischia il rosso). Un’azione che disunisce la Roma, incapace di ripartire, ma solo gravata alla fine di 3 angoli contro. Nel momento di massimo squilibrio, i giallorossi rischiano di… passare in vantaggio. Percussione di Pjanic in area, cross arretrato sul quale né Gervinho prima (rimpallato), né Strootman poi trovano lo spazio vincente. E’ il momento della Roma, con Gervinho spostato a sinistra, anche per frenare Maggio. E anche in questo caso, quando sembra essere nato un nuovo disequilibrio, la partita si sblocca.

LA SVOLTA – E’ proprio la fascia sinistra della Roma che cede, con Garcia infuriato: Maggio si crea la possibilità di un cross millimetrico, oltre Gervinho e Bastos, mettendo la palla sulla testa di Callejon, perfetto a staccare tra Benatia e Torosidis e battere di testa l’impietrito De Sanctis (32’). Esplode il San Paolo e sbanda la Roma, che potrebbe piangere 3’ dopo se il lancio geniale di Higuain nella metà campo libera romanista per Hamsik non fosse mal sfruttato da Marekiaro, con un maxi pallonetto esagerato di 50 metri. Ma non è una mezza magia di Ljajic (37’) a cambiare il verso del match, né l’ingresso di Maicon per Torosidis a inizio ripresa. Perché il Napoli e Napoli, impazziti davanti a Maradona, in 5’ calano due assi di bastoni. Higuain, strepitoso, dopo aver fatto le prove in tandem con Callejon, palla a terra, va a segnare il suo 18esimo gol stagionale (3’), sugli sviluppi di un angolo calciato dal compagno e allungato da Jorginho. Neanche due giri di orologio e il San Paolo, ancora vociante di gloria, scatta in piedi davanti all’assist di Mertens, che taglia fuori prima Maicon poi tutta la difesa giallorossa, offrendo all’italo-brasiliano l’occasione di segnare il suo primo gol napoletano, aggirando De Sanctis con un tocco felpato.

GIOCHI FATTI – A questo punto Garcia, dopo un gol annulato a Strootman per fuorigioco, ridisegna la Roma traumatizzata con Florenzi (per Ljajic) e Totti (per Pjanic), cercando nel nuovo 4-2-3-1 maggiore equilibrio. Ma il poco che riesce a produrre sono un paio di conclusioni fuori fase di Destro. E siccome quando le cose si mettono male possono anche andare peggio arriva pure l’espulsione per Strootman. Un’aggravante, per la Roma, in una serata da buttare, mentre Napoli si gonfia di felicità, nemmeno ci fosse ancora Diego…

Fonte: Corriere dello Sport


Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Federico II di Napoli. La letteratura e la storia spesso prendono corpo negli articoli che egli scrive per Iamnaples.it: numerosi sono le citazioni ed i riferimenti ai personaggi legati ad epoche passate che rivivono in quelli di oggi; il suo motto è “La storia ritorna e si rinnova”. Iamnaples.it è la sua prima collaborazione e il direttore Ciro Troise, è stata la prima persona a dargli una concreta possibilità di cimentarsi nel mondo dell’informazione.

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