Il Napoli sbatte sul muro Samp: solo pari

Le speranze s’infrangono sul palo di Hamsik a un quarto d’ora dalla fine

Occasione persa, ovviamente. E rammarico, ovviamente. Il Napoli non ce la fa a risalire a meno due dalla Juve, riesce a rosicchiare soltanto un punto ai bianconeri e ora è a meno quattro dalla vetta. Corsa scudetto però ancora apertissima con lo scontro diretto in programma tra dieci giorni al San Paolo. A patto che il Napoli riesca a ritrovare brillantezza, freschezza, cinismo e incisività dei giorni migliori. A patto soprattutto che ritrovi al più presto il miglior Cavani, l’uomo in più apparso appannato contro la Sampdoria come nelle ultime partite. E che ritrovi al più presto il miglior Hamsik, anche lui sotto tono rispetto agli standard abituali.
Solo un pari contro la Sampdoria, quindi. Speranze che s’infrangono in maniera definitiva sul palo di Hamsik (28’ st), liberato da Pandev, decisiva la deviazione in allungo di Romero. Una delle poche giocate pericolose degli azzurri nell’area superaffollata della Samp, squadra allenata dallo squalificato Rossi tignosa e ben messa fisicamente. I tre difensori blucerchiati non hanno fatto passare nulla, ma proprio nulla, riuscendo in un modo o nell’altro ad allontanare tutti i palloni sporchi e sbrogliando le situazioni di potenziale pericolo. Il Napoli ha sbattuto ripetutamente la testa contro il muro eretto dalla Samp, formazione brava a riproporsi con le ripartenze a tutta velocità. Ci voleva più inventiva, occorreva sicuramente più lucidità negli ultimi venti metri. Lucidità che è mancata negli uomini chiave, Hamsik e Cavani soprattutto, ma anche in Insigne che dopo una partenza a tutto gas si è spento con il passare dei minuti. E il Napoli in questo senso non ha grandi alternative. Se il Matador e lo slovacco non sbloccano la partita difficilmente ci riesce qualcun altro.
Partenza buona ma illusoria degli azzurri. Sospinto dalle giocate di Insigne e dalle buone accelerazioni di Armero gli azzurri hanno fatto breccia un paio di volte sulla sinistra e nel primo quarto d’ora il portiere argentino Romero ha rischiato in paio di circostaze. Un fuoco di paglia perchè la Samp è riuscita ad alzare il baricentro senza soffrire più la pressione degli azzurri in difficoltà a far girare la palla velocemente (numerosi passaggi sbagliati di Inler) anche per le condizioni disastrose del terreno di gioco. La seconda parte del primo tempo ha visto più Samp che Napoli e a rischiare di più è stato proprio De Sanctis, bravo sul tiro di Sansone (32’ st) che lo beffò al San Paolo con la maglia del Torino e salvato un minuto dal colpo di testa sula linea di Behrami.
Mazzarri dopo un quarto d’ora della ripresa ridisegna il Napoli e cambia modulo come fa sempre quando intende aumentare il peso offensivo, Fuori Britos, un difensore, dentro Pandev. I rifinitori alle spalle del Matador diventano tre, l’ex interista ravviva un po’ la manovra e viene toccato duro un paio di volte dai difensori della Samp. Ma grosse occasioni da gol il Napoli non riesce a crearle, eccezion fatta per l’incursione di Cannavaro (30’ st), un sinistro che sfiora la parte alta della traversa. La spinta maggiore arriva ancora dalla sinistra con Zuniga che subentra ad Armero e ha un buon impatto sul match. Importante la presenza di Behrami che con il Napoli più sbilanciato riesce a a bloccare un paio di ripartenze pericolose.
La Samp tiene botta e porta a casa il punto che s’era prefissato e conferma di attraversare un ottimo periodo dopo il successo con la Roma. Il Napoli ci prova fino all’ultimo ma non arriva il guizzo vincente neanche nei cinque minuti di recupero. Ma la corsa continua, otto i risultati utili consecutivi degli azzurri: ora la trasferta di Udine e poi il superscontro con la Juve.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

Tufano

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