Il problema è la cultura sportiva…

Poche parole. Mai come adesso bisogna essere puntuali ed incisivi.

Non bisogna tergiversare su una questione semplice e più che mai reale. La cultura sportiva in questo paese deve crescere, come la sensibilità e lo spirito nazionale. Troppi modelli diseducativi minano costantemente le basi costitutive del nostro paese.

 

Il Calcio da sempre assume significati che vanno al di là della semplice passione sportiva. Quello che è successo ieri é quanto mai deprimente in tutti i sensi possibili. Le lacrime di Fabio Quagliarella sono impresse nella mia mente e mi generano tristezza. Da tifoso napoletano, mi è dispiaciuto vederlo soffrire, nonostante non ho assolutamente condiviso la sua decisione.

Lo affermo chiaramente: sono stupidi, tristi e malvagi i tifosi napoletani che hanno pubblicato links di gioia e manifestazioni di piacere per questo infausto evento. Da un altro punto di vista, però, bisogna smettere di criminalizzare costantemente il popolo napoletano.

Curiosando su internet, ho letto accuse e generalizzazioni infamanti contro i nostri sostenitori anche e soprattutto da innumerevoli ragazzi campani che purtroppo non sostengono la nostra squadra.

Bisogna entrare nell’ottica che i comportamenti degli uomini e delle donne napoletane sono innanzitutto atteggiamenti di esseri umani, né più, ne meno.

L’ingordigia, l’omertà, l’arraffismo, la criminalità, la disonestà, tutte queste disposizioni sono materia di accusa nei confronti della nostra gente, deve essere chiaro, però, che purtroppo questi comportamenti sono presenti in tanti essere umani in ogni parte del mondo, solo che se si sposta una pietra a Napoli, sembra che si è spostata una montagna.

Quando Maldini, storica bandiera del Milan, ha avuto quel trattamento dai suoi sostenitori, non mi è sembrato che si è innalzato un simile polverone. Se Del Piero passasse all’Inter e si infortunasse, sono convinto che tanti “gentiluomini” juventini riserverebbero ad Alessandro lo stesso squallido atteggiamento che ieri ha ricevuto Quagliarella.

Il problema non sono i napoletani, ma è la cultura sportiva ed unitaria che manca in questo paese.

Nessuno si è scandalizzato per i cori razzisti che a Milano anche ieri abbiamo ricevuto. Alcuni di noi continuano a remare contro la nostra squadra, forse l’unica cosa che ci è rimasta, continuano a tifare per il loro potere, per le loro squadre… e nonostante tutto, come se non bastasse, puntano anche il dito contro il popolo napoletano (ovvero loro stessi). Per quanto mi riguarda continuerò a sostenere il Calcio Napoli, la Juve Caserta, la Casertana e tutte le buone realtà che restano in questo territorio martoriato.

Onore all’Internazionale F.C. che ieri sera ha vinto una bella partita.

Disonore ai tifosi che criminalizzano il popolo napoletano e a quei tifosi napoletani che hanno gioito per quella disgrazia.

Mario Carleo

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