Immobile: “Il Pescara andrà in serie A, senza giocare i play off”

Fin da bambinetto era tifoso della Juventus, passione ereditata dal padre. Poi un giorno la sua squadra del cuore decise di ricambiare i sentimenti e lo acquistò. Giocava con gli Allievi del Sorrento, andò in Piemonte per una partita contro il Torino, segno la solita doppietta e non sfuggì a un osservatore bianconero. Oggi Ciro Immobile è il capocannoniere della serie B, sta completando il suo processo di maturazione a Pescara dove usufruisce della terapia d’urto di Zeman, quando il Napoli gioca in Champions va a vederlo a casa del suo gemello Insigne, ma solo perché la Juve non c’è. A quanto pare dall’anno prossimo ognuno a casa sua.

Immobile, ha iniziato il 2012 con una doppietta a Nocera.
«Meno male, perché avevo finito il 2011 “mangiandomi” due gol contro la Sampdoria».

E’ capocannoniere della Bwin (insieme a Tavano) con 13 reti, ma con altre 3 annullate ingiustamente.
«Non solo, anche il rigore fallito contro il Crotone e tante altre occasioni sciupate. Arrotondando per difetto credo che potevo trovarmi tranquillamente a quota 15».

Ha intenzioni bellicose per il girone di ritorno?
«La mia idea sarebbe di trasformare il gol ogni palla che arriva in area e mi passa vicino, siccome è impossibile spero almeno di arrivare a 20».

Eppure nel primo anno di serie B, tra Siena e Grosseto, il bottino è stato molto magro.
«Tre marcature in tutto, ma sono stato impiegato come seconda punta e questo mi ha penalizzato. A Pescara ho cambiato modulo, ambiente e allenatore. Il tecnico mi ha aiutato molto. E poi ci ho messo parecchio del mio perché volevo riscattarmi».

Quindi non ha mai temuto di non essere all’altezza?
«Sinceramente no, mai pensato di essermi solo illuso perché in tutta la trafila delle giovanili ho sempre segnato gol a grappoli. Semplicemente sapevo che il primo anno di serie B sarebbe stato difficile».

Ora, invece, è tornato se stesso ed è già diventato oggetto del desiderio. Si dice che piaccia alla Fiorentina.
«Le voci di un interessamento da parte di squadre importanti mi lusingano, però io sono della Juve e so che giocherò con il Pescara fino a giugno. Sono concentrato solo su questo».

Anche altri suoi compagni, ad esempio Insigne e Verratti, sono al centro di voci di mercato. Come riuscite a non distrarvi?
«Abbiamo un piccolo segreto, la prendiamo a ridere, la buttiamo sullo scherzo. Ogni volta che il nome di uno rimbalza sui media gli altri lo prendono in giro. Ad esempio in questi giorni lo fanno con me. La verità è che vogliamo restare tutti insieme».

E le sirene della serie A?
«Guardi, noi qui pensiamo che si stia costruendo qualcosa di troppo importante per lasciare a metà dell’opera. Un conto è approdare in Serie A, un altro conquistarsela sul campo. Niente e nessuno ci distoglierà da questo obiettivo».

Secondo lei chi sarà promosso?
«Direttamente Pescara e Torino, chi vincerà i play off non lo so».

Cosa le fa pensare che il Pescara ci riuscirà davvero?
«Giochiamo bene, segniamo tanto, abbiamo un gruppo eccezionale, un allenatore del quale è superfluo parlare, un ambiente ottimista e un pubblico fantastico. Con i tifosi siamo abituati fino troppo bene, ogni partita sono lì in 15mila. Il cammino è lungo, ma ci crediamo».

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

A.S.

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