Inchiesta finanza, i processi inizieranno nel 2014

L’inchiesta sull’evasione fiscale che ha portato martedì gli uomini della Guardia di Finanza nella sede di 41 club, assume sempre di più l’aspetto di una rappresentazione teatrale che si sviluppa quasi contemporaneamente su due palcoscenici. Di qui l’Europa, al di là dell’Atlantico il Sud America e, in particolare, tre nazioni: Argentina, Uruguay e Cile. In queste vicende la consequenzialità delle date può essere, a volte una chiave di lettura. Alla Procura di Napoli non nascondono il quadro di riferimento internazionale. Ma non lo nascondono nemmeno a Buenos Aires. Anzi, ciò che è avvenuto in Argentina può essere stato «fonte di ispirazione» per quello che sta avvenendo in Italia. Perché anche lì si indaga. Esattamente sulle medesime ipotesi di reato (evasione fiscale, riciclaggio, fatturazioni creative, eccetera). Norberto Mario Oyardibe è un giudice federale piuttosto noto e anche parecchio discusso. E’ stato lui che ha provveduto a processare Maria Elena Tedaldi per la storia dei passaporti falsi ritenendola il boss dell’organizzazione che li stampava in fotocopia. Ora ha deciso di dedicarsi alle questioni fiscali anche perché alla locale amministrazione finanziaria di quel Paese si lamentano per il fatto che gli agenti dei calciatori sono sempre più ricchi ma da tutta questa ricchezza il fisco non ricava vantaggi particolari, anzi. Un po’ quel che dicono all’Agenzia delle Entrate italiana.

DATE – Il blitz di martedì è parso quasi un fulmine a ciel sereno. In realtà, un fulmine alimentato da un altro temporale. Era l’8 settembre quando Oyardibe chiese alla locale Agenzia delle Entrate (si chiama Afip cioè Administracion Federal de Ingresos Publicos) di consegnargli i contratti di 444 calciatori. L’elenco è ricco: da Lavezzi ad Andujar, da Aguero a Mascherano, da Banega a Palermo, da Forlan a Demichelis, da Heinze a Pablo Piatti, da Zabaleta a Coloccini. L’iniziativa del giudice non nasceva dal nulla ma da una segnalazione dell’Afip che denunciava perverse «triangolazioni» tra Argentina, Uruguay e Cile orchestrate dagli agenti: calciatori che formalmente si sistemano in qualche club cileno o uruguaiano ma non vanno in campo nemmeno per un minuto per poi spuntare da qualche altra parte. Le attenzioni in Argentina si sono appuntate sui fondi movimentati da Panama, Cile e Uruguay verso Usa, Svizzera e Hong Kong. Meno di un mese dopo, il 3 ottobre, la Guardia di Finanza si presentava a Castelvolturno e prelevava i contratti di Lavezzi e Chavez.

TEMPESTA – Le inchieste (italiana e argentina) vanno in letargo. Poi lo scorso 14 giugno Oyardibe, dopo aver chiesto a Montevideo collaborazione alla collega Adriana De Los Santos, scatena la tempesta in Uruguay e Cile. Tre società finanziarie ricevono nella capitale uruguaiana la visita degli agenti che si portano via documenti (fatture, ricevute, distinte di pagamenti in divise straniere, eccetera) e computer. La stessa cosa avviene in Cile dove in una società di intermediazione viene trovata una cartellina contenente una consulenza finanziaria per Lavezzi. Contemporaneamente gli agenti si presentano anche all’Union San Felipe, una società di calcio che solo nel 2013 ha registrato l’arrivo di 57 giocatori argentini (altri quaranta si sarebbero accasati ai Rangers di Talca) che in realtà in campo non sono apparsi nemmeno per un secondo. In tutto, sono state 130 le perquisizioni in Argentina, compresa quella alla locale federcalcio. Dodici giorni dopo, in Italia vengono «visitate» quarantuno società. I tempi dell’inchiesta si annunciano lunghi (gli inquirenti, il procuratore aggiunto Melillo e i pm Ardituro, Capuano, De Simone e Ranieri, affideranno ai consulenti della Price Waterhouse l’esame dei documenti) e probabilmente la fase preliminare non finirà prima dell’anno (ora partiranno anche le richieste di rogatoria internazionale). Q uesto vuol dire che i processi sportivi, se ci saranno, cominceranno nel 2014.

Fonte: Corriere dello Sport

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