Insigne: “Che gioia la punizione, la dedico a mia moglie. Nessuno l’avrebbe potuta parare”

Una punizione alla Maradona. Diego disegnava parabole perfette con il sinistro, quella che beffò Tacconi rimarrà nella storia del Napoli. Insigne una prodezza simile l’ha disegnata con il destro, il portiere tedesco Langerak è sbattuto contro il palo e si è scheggiato due denti.
Un colpo da campione, quello di Lorenzo, un colpo alla Diego, ma anche alla Del Piero, l’Alex bianconero che il ragazzo di Frattamaggiore stima da sempre. Una prodezza che lo fa entrare nella galleria dei campioni. Indimenticabile l’esordio in Champions League, una prestazione sontuosa e un gol straordinario, una punizione destinata ad entrare nelle sigle Champions e che verrà visto e rivisto mille volte. «Quando ho tirato sembrava che la palla uscisse fuori, poi ho visto che rientrava e ho capito che era dentro – racconta a radio Kiss Kiss – Ho tirato così bene che nessun portiere avrebbe potuto prendere quella palla. Ho esultato tantissimo, una felicità immensa. Lo aspettavo da tempo, ho tolto la maglia per festeggiare e anche se ho preso l’ammonizione: era troppa l’emozione per non andare ad abbracciare i tifosi sotto la curva. Penso che il portiere del Borussia si fosse mosso in tempo, non l’avrebbe presa. Mi dispiace per lui, ho appreso guardando le immagini che si è rotto un dente». Il disegno del cuoricino, la sua classica esultanza dedicata a sua moglie Genny in tribuna. «Il gol era per lei in tribuna. Che gioia, siamo tutti quanti tornati a casa senza voce». E poi la corsa sfrenata verso la curva B, Lorenzo che si toglie la maglia e la sventola, una gioia indescrivibile che gli costa l’ammonizione. «Aspettavo da tempo di correre sotto la curva, dispiace per l’ammonizione, ma ero così contento che non sono riuscito a contenermi. Ma è stata un’emozione bellissima». Capisce l’errore e stringe la mano all’arbitro portoghese Proenca, il ragazzo di Frattamaggiore che per un attimo perde la sua proverbiale freddezza, la dote migliore che gli permette di affrontare con calma e serenità ogni esame della sua vita. La freddezza che hanno campionissimi come Higuain, abituati da anni a giocare nel Real Madrid, è una sua prerogativa da sempre, nonostante sia solo agli inizi della scalata nel grande calcio.
Gol all’esordio dal primo minuto con la nazionale di Prandelli contro l’Argentina, gol all’esordio dal primo minuto in Champions con il Napoli. Un gol segnato proprio con il ct della nazionale azzurra in tribuna al San Paolo. «La Nazionale? Penso a fare bene prima di tutto con il Napoli. Poi se verrò chiamato da Prandelli significa che avrò fatto bene con questa maglia, cercherò di ottenere la sua fiducia dando il meglio con il Napoli». Una notte sognata da una vita, quello dell’esordio in Champions League, la musichetta e l’urlo Champions del San Paolo. «Quando lo stadio ha gridato alla musichetta della Champions mi sono venuti i brividi. Due anni fa l’avevo sentita in tv quando giocavo a Pescara, me ne aveva parlato Cannavaro ma non ci credevo, è stato fantastico», dice Lorenzo il giorno dopo la grande notte del San Paolo trascorsa con sua moglie Genny e il piccolo Carmine. Tanti complimenti, il tweet di Fabio Cannavaro. «Bravo Lorenzo, complimenti per il gol, adesso puoi passare da casa mia per quel regalo».
Nel calcio c’è poco tempo per guardare indietro, si pensa subito al prossimo impegno. Alle porte c’è Milan-Napoli, posticipo di domenica sera al Meazza. «Una vittoria importantissima contro il Borussia Dortmund: andremo a Milano con uno spirito importante, per fare bene. Dopo la partita il mister non dice nulla di particolare, in mattinata ci ha fatto i complimenti. Però dobbiamo stare tutti con i piedi per terra, pensare solo a lavorare e a cercare di migliorarci», spiega Lorenzo, già proiettato al big match contro i rossoneri di Allegri. Un altro sogno, un gol al Meazza, per infrangere il tabù contro il Milan che dura da ventotto anni, tabù che fu infranto proprio da Maradona con un calcio di punizione. Insigne prende la mira. Abbiati è avvertito.

Fonte: Il Mattino.

La Redazione.

D.G.

Tufano

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