Under 21 e possibile rinnovo col Napoli: idillio azzurro per Insigne

Nero, castano, adesso biondo, ma non fa molta differenza. Perché il colore di base, quello dominante, quello fondamentale per fare impasti e mescolanze, per creare tinte forti o sfumature, è sempre e solo uno. E Lorenzo Insigne vede sempre azzurro. Da bambino, da quando iniziò a seguire prima con gli occhi e poi coi piedi (e che piedi!) quel fascio luminoso di un azzurro sempre più carico. Via via che passavano gli anni, nei suoi occhi e nella sua mente sempre più chiaro e vivido. Indicava una strada precisa.

LA PRIMA COSA BELLA – « E’ il sogno di ogni bambino nato in questa città. Di tutti i ragazzini che giocano al calcio. Che crescono sperando, un giorno, di indossare questa maglia e giocare al San Paolo. Cosa c’è di più bello? Per me niente. Spero davvero che ci possano essere le condizioni ». Così rispondeva la Piccola Pulce (il nomignolo che fa riferimento ad un certo fenomeno del Barça, è stato coniato dalla moglie di uno dei suoi procuratori, Antonio Ottaiano) poco prima del suo arrivo a Napoli. Il ritorno, quello di un anno fa. Domanda all’apparenza anche scontata, ma che necessitava di una risposta chiara e forte. Ecco, questi erano i presupposti di Lorenzo, e dopo un anno sono arrivate puntuali quelle conferme che un po’ tutti si aspettavano ed auguravano. Nonostante le “condizioni” non fossero ottimali. Nel senso che, il folletto di Frattamaggiore ha superato a pieni voti l’impatto con una realtà che gli si poteva anche ritorcere contro. Più forte dei turn-over, degli spezzoni, dei contagocce, delle pressioni e degli adattamenti al cliché ed un ruolo non propriamente suo. Reso sempre più carico da quella voglia insopprimibile di vestire l’azzurro nel presente e in un futuro sempre più dilatato.
CONTI CHE TORNANO – Unica, inconfondibile, inconfutabile risposta a chiunque gli domandasse, lo provocasse su eventuali trasferimenti, lo aggiornasse su estimatori nazionali e continentali che crescevano come funghi: « Quello che penso sempre è fare di più con la mia squadra, e un giorno vorrei vincere qui qualcosa d’importante. Altro non mi interessa» . Certo, d’accordo, tanto più se il primo anno di quel Napoli ritrovato gli ha aggiunto azzurro ad azzurro. Gli ha permesso di debuttare nella nazionale maggiore (Italia-Malta), gli ha concesso di prendersi belle soddisfazioni in un Under 21 arrivata in finale agli Europei. Gli ha consegnato la stima incondizionata del ct Mangia che lo avrebbe fatto giocare pure zoppo (dopo l’infortunio alla caviglia contro Israele) dopo avergli assegnato la maglia numero 10, onorata da quel paio di prodezze che riempiono ancora gli occhi. La punizione alla Del Piero all’Inghilterra e, contro l’Olanda, l’assist a Borini per la finale.
PIACERE  – Ecco che quei 1766 minuti giocati in campionato e farciti di 5 gol (a Parma, Genoa, Milan, Palermo e Cagliari), e pure quei 7 assist, alcuni determinanti, in una prima volta fra i “grandi” che poteva essere anche piuttosto amara, gli ha pure propiziato un premio di leader dell’Under 21 dalla giuria dell’Assoallenatori. E il tutto è arrivato ad orecchie ed occhi di Benitez, al nuovo che avanza prepotentemente e che adesso cerca e reclama Insigne senza mezzi termini. Ancor prima di vederlo. «Complimenti a Lorenzo Insigne, uno dei giocatori più importanti dell’Under 21. Sta giocando ad un altro livello. Spero che possa confermarsi così per tutta la prossima stagione. Ci vediamo tra un paio di settimane. Saluti ». E sì che adesso piace proprio a tutti.
Fonte: Il Corriere dello Sport
La Redazione
M.P.
Vesux

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