Italia-Germania, quando il gioco si fa duro…

Gli Azzurri hanno dato il meglio di sé contro gli avversari più forti, ora dovranno confermare il trend

È tempo di semifinali: l’Europeo sta per decretare il podio 2012, e a contenderselo sono quattro squadre provenienti da due soli gruppi (B e C). E Germania a parte, le semifinali profumano di mare, con Portogallo, Italia e Spagna a consacrare il calcio del sud del continente. Tuttavia, proprio i tedeschi appaiono i favoriti del torneo, per condizione di forma e qualità del gioco espresso: lo svantaggio per gli Azzurri è moltiplicato dal fatto che la squadra di Özil e soci ha avuto due giorni in più per riposare e non ha nemmeno impiegato tutti i titolari contro la Grecia, mentre l’Italia viene da 120 minuti di battaglia contro l’Inghilterra che si sono fatti sentire sui muscoli, in particolare quelli di De Rossi e Abate; Maggio sarà squalificato e Chiellini rientrerà giusto in tempo. Insomma, Prandelli dovrà lottare non solo contro il pronostico, ma anche contro una serie di difficoltà accessorie che complicano ulteriormente il compito. La tradizione è a nostro favore, ma proprio per questo i tedeschi non vedono l’ora di potersi vantare per qualche anno, finalmente, di una vittoria contro l’Italia, mai occorsa nella fase finale di una competizione ufficiale. Fin qui però i nostri hanno saputo dare il meglio di sé contro le rivali migliori, ovvero Spagna e Inghilterra: l’esito dell’incontro, quindi, non è affatto scontato.

FORMAZIONE ANTI-GERMANIA – A parte le squalifiche e i problemi fisici, c’è da dire che Montolivo, e per minor tempo anche Nocerino e Diamanti, hanno ben figurato contro l’Inghilterra, mentre non si può dire lo stesso di Cassano, apparso piuttosto in affanno. Un’alternativa a “Fantantonio” potrebbe essere Di Natale, che agirebbe da prima punta spostando Balotelli nel ruolo di seconda, in fondo più familiare e adatto al giocatore del City. Ma il candidato più accreditato a contendere la maglia a Cassano resta proprio Diamanti, più capace di partecipare alla manovra. Intanto Chiellini potrebbe farcela a recuperare e rientrare in squadra, dove prenderebbe il posto di Balzaretti, spremuto da 210’ consecutivi in due gare, anche per garantire maggior copertura. De Rossi ha giurato di voler giocare nonostante il dolore, ma per ogni evenienza al suo posto potrebbe entrare Nocerino, mentre certissimi della maglia da titolare restano gli juventini Barzagli, Bonucci, Pirlo e Marchisio. Anche Montolivo sembra andare verso la riconferma, ecco dunque le probabili formazioni:

PIRLO vs ÖZIL –Stampa e addetti ai lavori hanno individuato nei registi delle due squadre gli uomini-chiave del gioco azzurro e di quello tedesco. Facile osservazione, ma occorre notare anche che esistono diverse differenze fra i due: Pirlo è meno veloce di Özil, mentre ha una visione di gioco impareggiabile; ma soprattutto, Pirlo gioca molto più arretrato del tedesco, impostando la manovra dall’inizio e non nelle fasi conclusive. Löw ha riconosciuto in lui il giocatore più determinante e ha dichiarato che farà in modo di limitarne l’azione: vorrà dire che Andrea si troverà addosso un bestione a scelta fra Khedira e Schweinsteiger appena toccherà palla, o forse andranno in pressing le mezze punte. Difficilmente questo basterà a contenerlo, ma di certo Pirlo dovrà fare attenzione a non perdere palla e farla scorrere più velocemente del solito. Özil agisce nella trequarti e spesso si propone anche al tiro: la strategia di contenimento sarà qui molto diversa, più che di pressing si tratterà di vera marcatura. Il turco-tedesco si muove molto e non ha una posizione fissa, ma seguirlo a uomo sarebbe eccessivo. In verità, Özil potrebbe incrociare proprio le traiettorie di Pirlo: altrimenti De Rossi e Marchisio dovranno, a turno, dare una mano alla difesa, non lasciando passare il fantasista della Germania e del Real Madrid.

GERMANIA, SQUADRA COMPLETA, MA… – I tedeschi però non hanno solo Özil. Partendo dall’attacco, hanno un vero centravanti, anzi due (Gomez, Klose) che all’Italia manca (Balotelli non è una prima punta). Sui lati della linea offensiva, avranno Müller e Podolski, altri due clienti molto scomodi, che spesso collaborano, nelle azioni d’attacco, con i terzini Lahm e Boateng (quest’ultimo scende meno del capitano). Di Schweinsteiger e Khedira si conoscono bene le doti, sia atletiche nell’interdizione che tecniche nell’impostazione. Fin qui, l’unico neo della squadra di Löw è sembrato la difesa: poco coperta da un baricentro molto alto, ha un ottimo (ma non perfetto) interprete nel giovane Hummels, molto meno impeccabile invece è Badstuber, goffo e lento.

LE POSSIBILITÀ DELL’ITALIA – La Germania, quando attacca, è travolgente. I citati raddoppi sulla fascia destra sono il problema principale. Forse un 3-5-2 avrebbe aiutato di più, con Chiellini e Balzaretti in cooperazione. Ma Prandelli ha dichiarato di non voler snaturare il suo gioco: ebbene, toccherà di nuovo a Marchisio e De Rossi (finché ce la farà: sicuro che è un bene giocare non al 100%?) aiutare i laterali nelle situazioni di inferiorità numerica. I tedeschi sono spavaldi, eppure temono l’Italia: non lasceranno i varchi concessi alla Grecia, ma per costituzione tendono a sbilanciarsi. La sorpresa sarà l’arma migliore per i nostri: bisognerà velocizzare un gioco votato alla manovra ragionata e provare a pungere in contropiede. Spesso i difensori tedeschi (Hummels) escono palla al piede in modo un po’ sprovveduto: rubare palla nella metà campo avversaria e ripartire potrebbe risultare letale. Occorrerà anche sbagliare meno sotto porta rispetto alla partita con l’Inghilterra. Il resto è affidato all’importanza di un match che giustamente Prandelli ha definito “affascinante”.

 

A cura di Lorenzo Licciardi

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