L’ADDIO – Gargano lascia il cuore sotto il Vesuvio: “Resterò legato a vita alla città”

Ne ha beccati di fischi (ingenerosi) al San Paolo, Walter Gargano, eppure la cessione all’Inter ha innescato una litania di rimpianti, dispiacere e mugugni che ha cadenzato il suo viaggio dall’aeroporto di Capodichino fino a quello di Linate. Sì, è andata proprio così ieri mattina a Napoli intorno alle 7: Walter qua e Walter là fino all’imbarco. Fino al decollo verso Milano: «Sono felice».

CHE FRETTA– E’ contento e sorride, il nuovo centrocampista nerazzurro. Scalpita talmente che, prima ancora di effettuare le visite mediche e firmare il contratto, scappa ad Appiano Gentile per salutare i compagni e Stramaccioni (che ha tifato
«Ammiro Cassano, un vero fuoriclasse. All’Inter trovo molta concorrenza nel mio ruolo, ma non mi spaventa E’ un grande traguardo»

come un matto per il suo arrivo e che lo avrà a disposizione a Pescara). Niente allenamento, no, soltanto il pranzo insieme con la squadra e poi la stretta di mano a Moratti, giunto a casa Inter per un abbraccio alla squadra, pronta a partire per la Romania, e ai nuovi acquisti.

L’INCHINO– E allora, Gargano e Cassano. Che il Mota, il puffo come lo chiamano tutti in Uruguay, incorona con un inchino: «Non ci sono parole per descrivere Antonio: sia come calciatore, sia come persona. E’ un fuoriclasse ed è un grande anche fuori dal campo: ho avuto modo di conoscerlo e dunque io posso dirlo». Io posso. He can: questo è il carattere di Walter. Uno che i tifosi dell’Inter impareranno ad apprezzare per il cuore immenso e i polmoni infiniti: in campo è instancabile, non un giocoliere né un raffinato palleggiatore, però una sorta di pitbull incavolato nero.
L’AVVERTIMENTO– E poco importa se arriva in una squadra piena zeppa di mediani: «La concorrenza non mi spaventa, anzi stimola. Mai paura, no, però sempre rispetto per tutti e massima professionalità». Del resto, l’Inter lo ha seguito e voluto a ogni costo: «Farò ogni cosa per ripagare la fiducia. Sono molto contento di arrivare in un grande club, per me è davvero un traguardo importantissimo». 
VADO AL MASSIMO– Soltanto il primo, secondo i programmi di Gargano: «L’Inter è una delle società più prestigiose e titolate d’Italia, è ovvio puntare sempre al massimo. In alto, il più possibile». E dunque allo scudetto. «Tra l’altro, sono felice anche di trovare una nutrita colonia sudamericana: è sempre stata un punto di riferimento fondamentale da queste parti». 
IL RICORDO– Acquistato per un milione e 250mila euro, in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni e 250mila euro, Gargano guadagnerà un milione e 800mila euro. Il doppio di Napoli: la casa ma anche una ferita aperta, sia per questioni contrattuali (avrebbe gradito un ritocco dell’ingaggio), sia tecniche (partiva come alternativa a Inler). Due motivi che l’hanno spinto ad andare via: «E’ stato bello giocare in maglia azzurra, sarò legato a vita: la città sarà per sempre nel mio cuore e ho due figli napoletani di nascita. Mi spiace, certo, ma pur non dimenticando il passato, spero di vivere un futuro altrettanto splendido». 
I COGNATI– Glielo augura anche Marek Hamsik, suo cognato: Walter, infatti, ha sposato la sorella dello slovacco, la signora Michaela Hamsikova detta Miska. Guarda un po’ il destino: l’Inter ha seguito Hamsik per anni e alla fine ha preso Gargano. Comunque un pezzo della famiglia. Senza cresta, certo.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.F.
Tufano

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