Lavezzi: in Champions segna più di Ibra

Quarto sigillo europeo per il Pocho dei record lo svedese è a quota 2

Questi numeri, a Napoli, non li ha mai avuti a questo punto della stagione. Ha segnato già 9 gol in 24 presenze. Un record. E in Champions ha fatto meglio persino di Ibrahimovic. Nell’ultimo mese Ezequiel Lavezzi ha stregato la Francia, procurandosi la standing ovation dei giornali francesi, le copertine e i voti da sballo dei quotidiani (per l’Equipe due giorni fa ha giocato da 7,5), gli apprezzamenti di Ibra e Ancelotti: il quarto gol in Champions di Ezequiel Lavezzi ha detto chiaro che è nata una stella. I francesi lo hanno acclamato come si fa all’Opera dopo i volteggi dell’etoile: «Pochò» ha finalmente conquistato Parigi. Visione e tempi di gioco, precisione millimetrica nei passaggi, caparbietà e forza fisica nei recuperi: l’argentino si è esaltato con l’arrivo di Lucas e Beckham, vincendo la concorrenza mediatica anche di Menes e Pastore. Ormai Lavezzi dirige l’attacco del Psg dei campioni come se si muovesse nel salotto di casa.
Questo, chiaro, non significa che Zlatan Ibrahimovic dovrà farsi più in là e condividere il trono con Lavezzi, l’ex scugnizzo azzurro. L’argentino dal punto di vista sportivo magari non offre le stesse garanzie dello svedese o dello spice boy, ma dà dimostrazione di essere puntuale come non sempre è successo fino ad adesso nella sua carriera di alti e bassi. In pratica, si è sbloccato il 21 novembre in Champions nel freddo ucraino di Kiev (una doppietta), poi è andato a segno quasi con regolarità da bomber (che non è): gol al Porto il 4 dicembre, poi l’8 e l’11 dicembre ha messo i primi sigilli in Ligue 1 rispettivamente contro l’Evian e il Valenciennes. Ha poi proseguito in Coppa di Francia (piegando gli amatori dell’Arras con tre gol tra andata e ritorno) e infine sabato scorso ha fatto gol al Bastia e due giorni fa al Valencia.
«Non pretendo il posto sicuro. Non l’ho mai fatto perché me lo sono sempre guadagnato lavorando duro in allenamento», ha sempre detto il Lavezzi parigino, modesto come lo era persino a Napoli dove però era famoso anche per le sue gesta fuori dal campo.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

Tufano

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