Lazio sotto choc – Mirko Fersini è in fin di vita

Il difensore degli Allievi è stato vittima di un incidente a Fiumicino

Un figlio della Lazio è in fin di vita. Mirko Fersini ha 17 anni, li ha compiuti l’8 marzo, è laziale da sempre, è un terzino destro talentuoso, una promessa degli Allievi Nazionali, squadra allenata da Simone Inzaghi. Il suo idolo è Lichtsteiner, sognava di giocare all’Olimpico un giorno, per ora si accontentava di fare il raccattapalle sotto la Nord. Mirko è in fin di vita all’ospedale San Camillo di Roma: «Coma irreversibile» , dicono i medici. «Non ha speranze» , ripete papà Roberto camminando nel corridoio che costeggia l’ingresso del reparto di Rianimazione. Lui e mamma Katia sono stati avvertiti, non ci sono speranze. Hanno una forza incredibile, si sono detti pronti ad autorizzare l’espianto degli organi, è un dono prezioso. «Mirko deve continuare a vivere» , ripetono i suoi cari mostrando compostezza nel dolore. Sanno cosa li aspetta.

L’INCIDENTE – Un nuovo dramma ha colpito la Lazio nella settimana in cui è volato in cielo Giorgio Chinaglia. La squadra di Reja ha saputo della notizia mentre si allenava a Formello, stasera affronterà il Napoli col dolore nel cuore. Il povero Mirko Fresini è stato vittima di un incidente stradale ieri mattina, in viale Danubio, a Fiumicino, lì dove vive con la famiglia. Era alla guida del suo 125, un motorino acquistato circa 10 giorni fa, era nuovo di zecca. A volte col destino non si può trattare: intorno alle 11 s’è schiantato contro un cassonetto posizionato sul bordo della strada, l’impatto è stato fortissimo, ha battuto con la testa. Il casco si sarebbe slacciato, Mirko avrebbe perso il controllo del motociclo per colpa di una buca. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti, non ci sono certezze. Le sue condizioni sono apparse subito disperate: ha riportato un’emorragia cerebrale e varie fratture al cranio. Tecnicamente non è stata dichiarata la morte cerebrale, ma le lesioni sono gravissime. Mirko è ancora vivo perché è «un lottatore, è una forza della natura» dice chi lo conosce. Il suo cuore è forte, continua a battere, ha una fibra di ferro. E’ ancora con noi, ma non ci sono speranze, si può solo attendere.

I COMPAGNI – L’incidente lo ha ridotto in fin di vita. E’ stato soccorso dal 118, inizialmente è stato trasportato all’ospedale Grassi di Ostia, poi è stato trasferito al San Camillo. Nel pomeriggio, alle 14.30, si sarebbe dovuto presentare a Formello. Gli Allievi di Inzaghi ieri alle 18 avrebbero dovuto giocare a Rieti contro il Cagliari, erano impegnati nel torneo internazionale “Scopigno”. La notizia ha sconvolto tutti: Inzaghi e i compagni di Mirko si sono catapultati in ospedale. C’era anche Rocco Giordano con papà Bruno, fa parte degli Allievi. Lui e gli altri ragazzi sono rimasti tutto il giorno fuori dalla porta che dà accesso al reparto in cui è ricoverato. Non si sono mossi da lì. Erano in tuta, erano pronti a scendere in campo, ma quella partita non si è mai giocata.  Sono tutti distrutti, piangono, tengono le mani tra i capelli. Si sono stretti accanto ai genitori di Mirko, a Tania e Marika, le sorelle più grandi, alla sua fidanzatina che piange. Inzaghi è stato uno dei primi ad arrivare, è stato avvertito subito, quando ha varcato il cancello del San Camillo l’ambulanza che trasportava Mirko aveva appena spento i motori. Simone ha gli occhi lucidi, è in divisa ufficiale, non riesce a crederci. Non è tornato a casa, è stato accanto al suo talento, a quel ragazzo che gli stava regalando grandi soddisfazioni: «E’ fortissimo, ha giocato 21 partite su 21, era cresciuto tanto, era nel giro della Nazionale. Siamo sotto choc» , racconta.

LOTITO – Il dramma è di tutti. Il presidente Lotito è arrivato al San Camillo alle 19.48, è stato accolto dal Direttore Generale, il professor Aldo Morrone. Ha incontrato i genitori di Mirko, è entrato nel reparto di Rianimazione: lo ha potuto vedere dalla vetrata che delimita il reparto, era commosso: «Ci stringiamo attorno a questa famiglia» . Piange, la Lazio.

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

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