L’urlo di Hamsik ha rinvigorito l’amore di Napoli

La prima in Champions non la di­menticherà. Mai. C’è poco da dire e da fare. Marek Hamsik ha se­gnato tanto, dall’inizio della sua carriera az­zurra, ma è certo che la rete griffata martedì, al volo con il Villarreal, fa­rà parte della sua galle­ria privata di ricordi in­delebili. Una gioia gran­de e grossa che ha acceso la miccia: zac, Marek fa gol e poi parte a razzo verso la tribuna. A festeggiare con il popolo e con la sua fa­miglia: sempre schiera­ta lì, al gran completo, a tifare per lui. Con Mar­tina, la splendida com­pagna, in prima linea. Splendida più che mai, a dire il vero, come le tutte le donne in dolce attesa: perché Hamsik, tra qualche mese, sarà di nuovo papà. Una dop­pietta mondiale, altro che storie.

DUBBIO VINCENTE – Dun­que, bentornato Marek. Bentornato nel mondo dei goleador, quello che più gli appartiene: il fiu­to da rapace è il suo marchio di fabbrica, e martedì l’artiglio ha graffiato il Villarreal dopo un’astinenza data­ta 10 settembre. Cese­na- Napoli. Una prodez­za che lui stesso ha rac­contato così: «Quando è arrivato il pallone, ero in dubbio se calciare al volo o se lasciar prima battere il pallone per terra e prenderlo di con­trobalzo: per fortuna ho scelto la soluzione mi­gliore ed è andata be­ne », la dichiarazione la­sciata ieri in eredità al mondo del web dalle co­lonne del suo sito uffi­ciale.

LA FELICITA’ – Sito che di­venta anche il tramite di una dichiarazione d’amore al popolo az­zurro: «Voglio continua­re a godere dei momen­ti felici insieme con i nostri tifosi: ecco per­ché sono andato di cor­sa verso la tribuna. La nostra gente è stata fan­tastica anche con il Vil­larreal, per l’ennesima volta: al San Paolo c’era un’atmosfera stu­penda, la vittoria ap­partiene al pubblico».

E a lady Martina Fra­nova, giocatrice di pal­lamano e mamma a tempo pieno di Chri­stian. Per ora: poi, do­vrà dividersi tra il pri­mo e il secondogenito. Che, indiscrezioni da reparto neonatale, rac­contano sarà un ma­schietto. Si vedrà. E co­munque poco importa: perché la felicità sarà infinita in ogni caso.

L’EUFORIA – Come quella che sta provando la squadra, protagonista di una partenza a dir po­co sprint in Champions: un pareggio con il City, a Manchester, e poi una vittoria. Con il secondo posto del Gruppo A in tasca e la prospettiva di giocarsi il primato con il Bayern, a punteggio pieno, il 18 ottobre al San Paolo: ” Calma con l’euforia, dobbiamo re­stare tranquilli e sereni. Loro sono fortissimi”.

NAZIONALE – Marek il sag­gio, dunque. Che sabato a Milano, con l’Inter, dovrà fare gli straordi­nari per sopperire alle assenze e agli acciacchi: Mazzarri lo adora, lette­ralmente, e il sentimen­to è ricambiato. E’ certo che, come sempre del resto, il capitano della Slovacchia non si ri­sparmierà. A proposito: dopo la passerella del Meazza (che resta tale, pur essendo un impe­gno di primissimo livel­lo), Hamsik raggiunge­rà il ritiro della sua na­zionale. Dove, in occa­sione delle sfide con la Russia e con la Macedo­nia di Pandev, una sorta di derby azzurro giocato in campo neutro, colle­zionerà quantomeno la presenza numero 50 (ora è a quota 49).

Dunque, come Inler, Gargano, Zuniga, Pan­dev e l’infortunato ( e più che in dubbio Cava­ni), Marek fa già parte del plotone napoletano convocato dalla patria. In attesa degli italiani, ovviamente. E con l’ec­cezione di Lavezzi, ri­sparmiato dalla Selec­cion.

La Redazione

A.S.

Fonte: Corriere dello Sport

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