Maggio, il «titolarissimo» di Mazzarri e Prandelli

 Una gioia tira l’altra. Protagonista assoluto al «Meazza», ora la nuova chiamata di Prandelli. Christian Maggio un punto fermo nell’Italia già qualificata per i prossimi Europei in Polonia e Ucraina. Esterno destro nel centrocampo del Napoli, laterale destro nella difesa a quattro della Nazionale. Ruoli simili ma non esattamente uguali, Maggio li svolge entrambi con grandissima naturalezza. Una crescita a vista d’occhio negli ultimi anni, merito di Mazzarri che lo ha trasformato da buon giocatore in un campione. Sì, perché tra i campionissimi del Napoli c’è anche Maggio, formidabile la sua spinta, fondamentale la sua partecipazione alla fase difensiva, ora è diventato letale anche negli inserimenti offensivi verso la porta avversaria.
Gol pesantissimo quello contro l’Inter, Nagatomo starà ancora pensando da dove è sbucato Maggio e come avrà fatto ad anticiparlo. Ha aperto e chiuso la partita. Si è procurato lui il rigore, contestatissimo dai nerazzurri, una presenza sempre viva nella partita. Il migliore in campo a Milano, ora è atteso alla doppia sfida con Serbia e Irlanda. L’Italia è già qualificata ma Prandelli ha già fatto sapere che vuole onorare fino in fondo il girone anche per rispetto dell’avversari e che schiererà la migliore formazione. Quindi Maggio sarà in campo anche con l’Italia prima di rituffarsi nell’avventura campionato e in quella della Champions League con l’impegno contro il Bayern.
Un fedelissimo di Mazzarri che lo aveva anche alla Samp. «La sua assenza equivale a quella di Cavani o Lavezzi», disse il tecnico alla vigilia della sfida con il Villarreal quando fu costretto a tenerlo a riposo. Maggio ha sposato il progetto Napoli, spera di poter rinnovare al più presto il contratto, il suo rapporto con l’ambiente è perfetto, lo confermò alla vigilia dell’ultima sfida dell’Itala di Prandelli contro la Slovenia, quella vinta dall’Italia con gol di Pazzini che diede il pass definitivo per gli Europei.
Una straordinaria crescita del rendimento, dopo il crac al ginocchio è tornato più forte di prima. Fondamentale l’anno scorso per la qualificazione in Champions League, in questa stagione è partito ancora più forte. I primi segnali già in ritiro a Dimaro: il più veloce nelle ripetute tra i boschi. Riuscivano a tenere a fatica il suo passo solo Dossena e Dzemaili. Pronto già nelle prime amichevoli, addirittura devastante in quella contro il Palermo, doppietta con straordinario gol in rovesciata e tiro dal limite.
Un giocatore universale, straordinariamente moderno, un giocatore che tutti vorrebbero. E infatti Maggio ha mercato ma la filosofia del Napoli è chiara: i pezzi pregiati non si toccano per poter andare avanti con il progetto Napoli, quello vincente degli ultimi anni. Per questo Maggio resterà e rinnoverà: sempre più una certezza. La stagione ufficiale è partita da appena un mese ma già corre come un treno, straordinaria la dimostrazione di freschezza atletica a Milano contro l’Inter. Giusta la scelta di Mazzari, d’intesa con lo staff medico azzurro, di tenerlo a riposo contro il Villarreal per preservarlo da altri problemi. Il problema muscolare accusato a Verona contro il Chievo poteva riacutizzarsi e questo Napoli non può consentirsi di perdere Maggio per troppe partite.
Corsa, intelligenza tattica, generosità, agonismo e chi più ne ha più ne metta. Difficile trovargli un difetto, quando può va a saltare anche di testa, fu sua la sponda per Cavani sul primo gol del Matador contro il Milan al San Paolo, quello che avviò la rimonta. Una stagione appena cominciata che vuole continuare a vivere da protagonista. Ora i dieci giorni di azzurro Italia, poi di nuovo la maglia azzurro Napoli. Sì, il mondo di Maggio è un piacevolissimo mondo tutto azzurro fatto di grandi prestazioni e di gol pesanti.

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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