Maradona, la telenovela con il Fisco

Maradona, la telenovela con il Fisco

È durata poche ore la speranza di rivedere in Italia Diego Armando Maradona a piede libero, il suo ineguagliabile piede sinistro. A prima mattina l’avvocato del’argentino, Angelo Pisani, ha annunciato che la controversia era chiusa. Giacché la Commissione Tributaria Centrale aveva dichiarato estinti i debiti della fallita società sportiva Calcio Napoli. Sono passate poche ore e l’Agenzia delle Entrate ha smentito, precisando che si tratta di due casi distinti e Dieguito resta evasore. E dire che il ricorso era stato presentato da altri due campioni azzurri, Careca e Alemao.
Dunque Maradona deve ancora al Fisco italiano 34 milioni di euro. La vicenda si trascina da trent’anni, quand’era il tempo della lira. In questo tempo perfino Berlusconi, il nemico calcistico numero 1, aveva lanciato un appello al perdono. In un uno dei ritorni, fu pignorato il cachet per l’apparizione a “Ballando con le stelle“; in un altro in caserma a Giugliano gli furono sequestrati due rolex d’oro; in un terzo finì nelle casse statali un paio di orecchini. I dribbling ubriacanti del Pibe de oro non sono serviti a nulla. La tanto auspicata pace tributaria non à arrivata. All’avvocato Pisani – fondatore e capolista al Senato di Liberi per un’Italia equa, lista collegata al partito di Berlusconi – è rimasto un breve spot elettorale.
Ora intendiamoci: la tasse vanno pagate da tutti, senza eccezioni. Ma chiedere a Maradona un comportamento normale va al di là della logica. Le dichiarazioni dei redditi le ha firmate con la “mano de Dios” che segnò un gol fraudolento all’Inghilterra. È lo stesso uomo che avvertì l’allenatore: “Bigon ha detto di aver bisogno di undici persone che corrano. Gli ho fatto presente che non poteva contare su di me, non ho mai corso in vita mia”.
È comunque pur vero che una controversia non può trascinarsi all’infinito, qualcosa bisogna pur fare per chiuderla con uno sforzo di buona volontà da entrambe la parti. Anche perché nessuno riesce a immaginarsi una festa dello scudetto senza Dieguito al San Paolo, scugnizzo in mezzo agli scugnizzi di ogni età. Tutti pronti a giurare che pure un‘evasione di Maradona squaglia ‘o sanghe dint‘ ‘e vvene.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.


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