Mario Zaccaria: «Anch’io così diventai giornalista»

Mario Zaccaria: «Anch’io così diventai giornalista»

Cronisti sportivi per un giorno. L’iniziativa del Mattino dà la possibilità agli studenti napoletani di avvicinarsi al mondo del giornalismo in modo diretto, e di realizzare, almeno per una volta, un sogno che in tanti coltivano sin da ragazzi e che purtroppo, per molteplici ragioni, sono destinati a tenere chiuso nel cassetto. Raccontare i propri pensieri, i propri sentimenti, le proprie idee è di per sé un’opportunità interessante e stimolante: che le nuove generazioni abbiano la possibilità di farlo attraverso un grande strumento di comunicazione, il media più diffuso e prestigioso della nostra regione e del Mezzogiorno, è sicuramente motivo di soddisfazione per chi diventerà protagonista in prima persona di questa iniziativa. Il concorso del Mattino offre spunti affascinanti anche per i lettori e per gli stessi giornalisti.
Far scrivere i giovani di calcio non è soltanto un’opportunità diretta e concreta per avvicinare le nuove generazioni al mondo del giornalismo, ma è anche un modo per sviluppare dentro di loro una riflessione sullo sport del calcio, il più popolare al mondo, e su ciò che rappresenta per la nostra società. E ogni iniziativa che contribuisce a diffondere i valori dello sport tra i giovani va accolta con soddisfazione e sostenuta in tutti i modi. L’Ussi – il Gruppo dei giornalisti sportivi – della Campania ha tra le proprie finalità anche la valorizzazione dei progetti mirati alla formazione dei cronisti sportivi e dunque plaude all’iniziativa del Mattino.
L’auspicio è che tra i giovani studenti napoletani che partecipano a questa «gara» di scrittura vengano fuori i giornalisti sportivi del domani. Qualcosa del genere è già accaduto in passato. Quando frequentavo la terza media, la Gazzetta dello Sport promosse un’iniziativa simile quella lanciata oggi dal Mattino, in ogni città dove si concludevano le tappe del Giro d’italia. Alcune centinaia di «volontari» delle scuole medie napoletane furono portati – era il maggio del 1966 – nel velodromo Albricci per assistere sulla linea del traguardo alla conclusione della tappa. Poi scrivemmo le nostre impressioni (io, profetico, riferendomi alla possibile carriera dello sconosciuto vincitore Marino Basso, titolai «Una svolta decisiva»). Ci dissero che l’indomani avremmo dovuto acquistare il giornale dove sarebbe stato pubblicato il pezzo giudicato migliore e che il prescelto si sarebbe dovuto presentare alla punzonatura della tappa successiva in piazza Municipio. Fu scelto e pubblicato il mio articolo. Il giorno successivo, prima della partenza della tappa, fui chiamato sul palco e Sergio Zavoli (glielo ricordai tanti anni dopo quando lo incontrai a Napoli da direttore del Mattino) mi premiò con una stella d’oro della San Pellegrino che conservo ancora oggi come uno dei ricordi più cari della mia vita. Spero vivamente che almeno uno dei ragazzi che partecipano oggi al concorso del Mattino possano percorrere questa stessa strada, entusiasmante e ricca di soddisfazioni.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.


La redazione di IamNaples.it

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