Mazzarri: “Mamma che bel regalo ma adesso calma”

 

 Migliore festa di compleanno non poteva sognare.

«Ringrazio i miei ragazzi, che bel regalo mi hanno fatto».

Detto da Mazzarri, sembra tanto, perché lui non ama i compleanni e vorrebbe che si parlasse degli altri, dei suoi ragazzi, e non di lui, l’allenatore che ha guidato il Napoli al vertice della classifica. E negli spogliatoi del Meazza ha scacciato le ombre, ascoltando le proteste di Ranieri e dei nerazzurri.

 «Gli episodi ci sono in una partita, penso a quello che è capitato proprio su questo campo contro il Milan nello scorso febbraio».

 L’arbitro era proprio Rocchi, che concesse ai rossoneri un rigore fantasma.

«E, se proprio vogliamo dirlo, nel secondo tempo della gara con la Fiorentina otto giorni fa c’era un rigore per noi ma io non ho protestato. Abbiamo segnato tre gol in questa partita e ammetto che siamo stati in parte favoriti dall’uomo in più. Detto questo, il Napoli è stato superlativo, assoluto padrone del campo, come dimostrano le statistiche. La vittoria è stata limpida. E poi, a proposito di scorrettezze, vorrei ricordare gli interventi fallosi che sono stati commessi ai danni di Lavezzi: anche quelli avrebbero meritato qualche cartellino o no? Al di là degli episodi, abbiamo meritato di vincere».

Su questo Mazzari non ammette discussioni. Via le ombre, nessuna voglia di cedere al botta e risposta con Ranieri, perché questa è una notte molto bella per il signor Walter. Ha fatto qualcosa di straordinario, il tecnico di San Vincenzo, trascinando il Napoli molto in alto. Ma non pronuncia la parola scudetto, evitando di raccogliere l’invito dell’ex azzurro Sosa, opinionista di Sky Sport.

«Proprio gli ex calciatori sanno come vanno le cose negli spogliatoi, bisogna avere pazienza. Una partita alla volta, una finale alla volta: è quello che dico ai miei ragazzi fin dal primo giorno di lavoro. Ci sono tre punti in palio, cerchiamo di conquistarli, poi alla fine potremo fare la somma dei nostri risultati. Finora sono molto soddisfatto, certo».

Visto dal suo allenatore, l’uomo che lo ha plasmato in ventiquattro mesi, il Napoli non ha segreti.

«La crescita della squadra è stata costante. Ci ha fatto molto bene l’esperienza in Europa League vissuta nella scorsa stagione, così come momenti importanti per migliorare la squadra sono stati quelli vissuti su questo campo, ad esempio, contro Inter e Milan. E poi l’amichevole di prestigio a Barcellona, la partita contro il City a Manchester al debutto in Champions».

C’è un particolare svelato da Mazzarri dopo i tre gol all’Inter che sembrava guarita dopo la cura Ranieri.

«Prima della partita ho parlato ai giocatori, invitandoli a partire con il piglio giusto, senza timore. Ragazzi, abbiamo giocato a Barcellona e abbiamo pareggiato sul campo del City, forza…».

Ecco la sollecitazione, ecco la grande spinta che ha aiutato il Napoli a resistere quando c’è stato il primo assalto dell’Inter, durato poco.

«Avremmo potuto fare di più sulle fasce, ma va bene così»,

sottolinea Mazzarri, a tratti incontentabile. Eppure, ieri sera il Napoli si è presentato al Meazza senza Cavani, il suo grande bomber. Ma ci sono altri importanti valori in questa squadra, evidenziati da Mazzarri. A cominciare dal grande colpo di mercato, Inler.

«Lui sta facendo molto bene, però direi che il Napoli ha preso consapevolezza della sua forza. Prendiamo Lavezzi e Hamsik, sono due grandi talenti, bisogna soltanto aspettarne la completa crescita e infatti stanno offrendo prestazioni vertiginose. E Paolo, il capitano. E Aronica, che a trentaquattr’anni sta vivendo una stagione bellissima. Più in generale, questa squadra ha preso consapevolezza dei suoi mezzi. Ce la giochiamo con tutti».

Ecco il punto. Giocarsela anche per lo scudetto, soprattutto per quel tricolore che manca da ventun anni.

«Dobbiamo pensare ad una partita per volta, la prossima è quella che giocheremo contro il Parma. Sarà utile questa sosta perché ci consentirà di fare un efficace programma atletico. Guardiamo avanti».

Mazzarri sospira mentre fuori dal Meazza lo aspettano migliaia di napoletani in amore. Cantano ‘Oj vita oj vita mia e vogliono fargli gli auguri per i cinquant’anni. E per il sogno che potrebbe diventare realtà.

 Finalino su una domanda «velenosetta»: scusi Mazzarri, ma è cresciuto il peso politico del Napoli? Risposta:

«A sentire queste cose, mi scappa da ridere».

E Walter ha abbandonata la sala conferenza

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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