Mazzarri: “Rappresento il Meridione; il mio calcio batte i potenti del Nord”

Ottavio Bianchi allenava Maradona e vinse uno scudetto. Era di Brescia e abitava Bergamo. Walter Mazzarri non è proprio del profondo nord – è di San Vincenzo, provincia di Livorno e vive ad Empoli – ma ha tanta voglia di farsi paladino del riscatto di Napoli contro il settentrione.

«La sfida alla Juventus è, per i napoletani, anche una rivalsa sociale. La Juve significa il nord, il potere, oltre cent’anni di storia vittoriosa. Se la batti, sei il più grande di tutti. Ogni giorno dell’anno il tifoso mi chiede di sconfiggere la Juventus».

Eccolo il Mazzarri paladino del meridione. Il desiderio di riscatto illumina le sue parole che vanno ben al di là della semplice sfida in campionato:

«Questa cosa mi inorgoglisce e fa battere il cuore non solo a me ma anche a tutti quelli della mia squadra che alleno ogni giorno», dice il tecnico. Per lui, ieri pomeriggio, un incontro particolare. Non nella solita stanza del quartier generale di Castelvolturno ma alla Feltrinelli, piazza dei Martiri, nel cuore di Napoli, ospite del giornalista Rai Enrico Varriale alla presentazione del suo libro «Napoli 8 1/2: il film degli 85 anni d’amore tra la città e la sua squadra».

Il ricordo di Mazzarri sfrutta lo spessore del tempo e permette di non guardare solo al pallone:

«Noi siamo entrati per ultimi tra le grandi: negli ultimi anni c’è stata un predominio del Milan e soprattutto dell’Inter, squadre che hanno portato alla ribalta il calcio italiano sul palcoscenico europeo»,

continua. Deciso, ammaliatore, abile, se ne sta seduto sul trono del campionato. E lui dice grazie:

«Mi trovo talmente bene in questa città che quasi mi sento napoletano. Io avevo fatto una promessa alla gente due anni fa: il mio Napoli avrà un’anima. Sono stato di parola. E la cosa che più mi piace è che la squadra ha lo spirito dei napoletani: la grinta, la combattività, la voglia di non mollare mai. E noi in campo siamo così».

Una specie di dichiarazione d’amore.

«Con la gente di Napoli non ho mai avuto una incomprensione: solo qualche volta, quando non ho avuto la possibilità di parlare senza filtri…».

Mazzarri vive in una sola dimensione, il presente. Lavora per un solo scopo: vincere.

«Mi dicono che il mio Napoli somiglia a quello di Vinicio: il paragone mi piace perché quella squadra la ricordo, cercava sempre il risultato con il bel gioco. Come facciamo noi: questo è lo spirito del Napoli, il suo carattere indomito».

Sorrisino. Uno dei suoi, di quelli che parlano, bocca storta, pensiero preciso.

«Mi sembra proprio che un suo Napoli perse in casa contro la Juve e uscì tra gli applausi. Un po’ quello che è capitato a noi in quelle poche volte che abbiamo perso in casa in queste ultime due stagioni».

È lo stesso Mazzarri di sempre che fa fatica persino a trovare qualcuno, nei gloriosi 85 anni azzurri, da portare – per gioco – nel suo Napoli attuale:

«Ma il mio è gruppo eccezionale, non saprei neppure al posto di chi...».

Alla fine cede:

«Per tipologia direi Careca, ma ovviamente da questo gioco Maradona è escluso, sia chiaro».

Pochi minuti, tantissimi applausi. Spazio al bel libro di Varriale, un viaggio all’indietro tra ricordi, foto e interviste.

«Però tutto questo non mi dà responsabilità speciali. Nel senso che io sento il peso della responsabilità ovunque io vada ad allenare. A Napoli o altrove. Ripeto, ho un gruppo di giocatori davvero eccezionale: stanno dando l’anima per me e per voi, non si arrendono mai»,

spiega ancora l’allenatore azzurro quando ormai la sua voce viene quasi sommersa dalle urla dei suoi fans.
Poi firma autografi, la sala al piano terra della Feltrinelli è gremita. Fila via, peccato, per una porta secondaria, scortato dai body guard e con l’auto guidata da un dipendente del Napoli costretta alla retromarcia per evitargli l’abbraccio caloroso di una cinquantina di tifosi. Forse è la timidezza o il suo carattere riservato. E con la scorta di due moto della polizia municipale il tecnico va via.

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

 

 

Tufano

I Am Naples Testata Giornalistica - aut. Tribunale di Napoli n. 33 del 30/03/2011 Editore: Francesco Cortese - Andrea Bozzo Direttore responsabile: Ciro Troise © 2021 IamNaples
Salvo accordi scritti, la collaborazione con questo blog è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali inviati. Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. - Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzione parziale o totale dei contenuti di questo portale Tutti i contenuti di IamNaples possono essere utilizzati a patto di citare sempre IamNaples.it come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a www.iamnaples.it oppure al link dell'articolo.