Napoli non ci sta: “Higuain non si tocca!”

Si legge testuale: « La Società Sportiva Calcio Napoli precisa che le indiscrezioni secondo le quali Higuain potrebbe essere ceduto al Barcellona sono destituite di ogni fondamento ». La forma, talvolta, è sostanza e De Laurentiis è andato al cuore della vicenda, l’ha afferrata per le mani attraverso l’uso d’un linguaggio che non lascia spazio alcuno neppure ad un apparente caos dialettico: « destituite di ogni fondamento le indiscrezioni secondo le quali Higuain potrebbe essere ceduto… ».

Nada de nada. Nulla di nulla, affinché sia chiarissimo, dopo essere stato letto e sottoscritto da una città sballottata di qua e di là dall’eco che arriva da Barcellona; nulla di nulla, esprimendo la propria volontà e sbarrando l’orizzonte a qualsiasi ipotesi; nada de nada, utilizzando un mezzo di comunicazione diretto come nessun altro può essere, una sorta di autografo universale dispensato per diffondere serenità ai sei milioni di fans sparsi nel mondo e ormai pieni di Higuain.

Giù le mani. Il mercato è denso, vibrante, strisciante e anche snervante, a volte abbracciato a qualche spiffero: ma al Napoli non sono arrivate telefonate, né, come dire?, messaggi subliminali, né manifestazioni d’interesse, né sollecitazioni esterne o trasversali.
E’ piombata – con il fragore che può determinare una notizia legata ad uno dei centravanti più fashion di questo inizio del Terzo Millennio – l’annuncio d’un desiderio altrui (peraltro comprensibile) e poi una serie di dettagli che hanno alimentato sospetti fugati via attraverso un’entrata decisa e spontanea con due righe secche di comunicato, la controdoccia gelata per spegnere quel fuoco acceso in Spagna.

Voce di notte. Succede tutto domenica sera, mentre l’Argentina sta per scendere in campo; e sono poi ore e ore di can-can, nonostante quel « destituite d’ogni fondamento » che dovrebbe spegnere qualsiasi velleità e sogno di inizio estate, per svincolarsi dagli effetti mediatici, per fermare il frullatore appena avviato, per tener lontane le mani (altrui) da Higuain, ch’è il totem d’una ricostruzione in grande stile avviata appena nel luglio del 2013, il nuovo corso d’un calcio diverso, «internazionalizzato» con Benitez e con le sue scelte, sostenute con l’ingaggio di un centravanti di rimarchevole statura tecnico-tattica ed al fianco del quale è stato modellato in progetto resistente alle bombe d’aria.

Fonte: Corriere dello Sport
Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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