Napoli, rivoluzione rimandata: per quest’anno nessun grosso investimento, ma…

Ci siamo. Accantonati gli europei e un mese di calcio mercato sonnacchioso, è tempo di ritiri. Le squadre che parteciperanno alla Serie A si ritrovano per iniziare a preparare la prossima stagione; pochi i volti nuovi. La crisi ha ridotto ancora di più la già esigua liquidità dei nostri club e l’unica grande che per ora si è mossa in entrata è la Juventus. La società bianconera prepara il ritorno al grande calcio con un ambizioso (e dispendioso) progetto di rilancio. Quella dei bianconeri è una strategia di mercato controcorrente rispetto a quelli degli altri club italiani, Napoli compreso: acquistare prima di vendere.
Chiusi gli affari Isla e Asamoah e rinforzata la difesa con il colpo Lucio, la Juventus prepara l’assalto al top player che nei progetti della dirigenza segnerà il definitivo salto di qualità di una rosa già di primo livello. Una scelta ambiziosa ma che comporta il rischio – quasi certo – di chiudere il terzo bilancio consecutivo in forte deficit (2009/2010 -11 milioni; 2010/2011 -95milioni; primo semestre 2012 -35milioni, nda). Una strategia che vale prendere in considerazione per valutare e giudicare le scelte che sta compiendo il Napoli.
L’evidente necessità di vendere da parte dei bianconeri costringe la dirigenza a svalutare calciatori pagati troppo e con alti ingaggi. È di questi giorni la cessione della meteora Elia al Werder Brema; la Juventus incasserà 5,5 milioni (più eventuali 2 milioni legati ai risultati del club tedesco) in tre anni a fronte dei 9 pagati meno di un anno fa. Una minusvalenza minima se paragonata a quella che si potrebbe realizzare con la cessione di Felipe Melo. Per il centrocampista brasiliano la Juventus è in trattativa con il Galatasaray sulla base di 8/10 milioni. Nella stagione 2009/2010 i bianconeri versarono nelle casse della Fiorentina ben 25 milioni di euro. A queste possibili cessioni in perdita si legano le difficili situazioni di Matri e Quagliarella, considerati da Conte non più al livello degli ambiziosi obiettivi della società, e quelle di Krasic, Martinez, Iaquinta e Zigler. Incerto il futuro in bianconero di Pepe e Giovinco.

Tanto lavoro per il ds Marotta e tanti dubbi da sciogliere. Le uniche certezze sono che la Juventus è l’unica squadra italiana ad essersi già rafforzata e che a Vinovo, per adesso, non si conosce il significato dell’espressione “Fair play finanziario”.

MERCATO NAPOLI: Strategie e scelte diametralmente opposte invece sono state prese in casa Napoli. Prima di operare in entrata ci si sta concentrando sulle operazioni che consentano di sfoltire la rosa. La cessione di Lavezzi e il rinnovo di Hamsik dovrebbero garantire, poi, alla società partenopea maggiore libertà di azione per il rinnovo contrattuale di Edinson Cavani. Un sostanzioso, e meritatissimo, ritocco all’ingaggio del bomber uruguaiano non dovrebbe scatenare la temutissima valanga di adeguamenti da parte degli altri calciatori. I due maggiori indiziati erano Hamsik e Lavezzi, ma – come anticipato – per entrambi è già stata trovata la soluzione. Una buona gestione societaria è fatta anche di tempistica nella scelta delle priorità, ed in questo il club di De Laurentiis si è rivelato maestro.
L’aumento dell’ingaggio di Cavani sarà la cartina di tornasole dei progetti del Napoli: scegliere un profilo di crescita a lunga scadenza o provare a continuare il progetto di grandezza nel medio termine. Se si vuol puntare a vincere a breve non si può pensare di perdere anche l’attaccante più prolifico della squadra a causa di un tetto ingaggi non più in linea con l’effettivo livello della squadra guidata da Mazzarri. Gestire oculatamente una società vuol dire ridurre gli sprechi e concentrare le risorse economiche in investimenti mirati. Cavani è un investimento imprescindibile per il Napoli; alla società il dovere di portarlo a termine con piena soddisfazioni di entrambe le parti.

Un po’ di preoccupazione circola in città per la mancanza di acquisti. Al momento la rumorosa cessione di Lavezzi è stata bilanciata solo dal riscatto di Pandev dall’Inter ma, a ben vedere, anche nella scorsa stagione il mercato del Napoli si è acceso a ridosso del ritiro, fissato allora per il 14 luglio. Non è tanto il calendario a preoccupare i tifosi, quanto il fatto che i nomi che con più insistenza vengono accostati al Napoli non sono quelli che fanno sognare i tifosi, né fanno pensare a quel salto di qualità necessario per fare meglio della passata stagione.
I dubbi maggiori sono quelli che riguardano la difesa e il centrocampo. Per quanto concerne l’attacco, rimango fermo sulle mie convinzioni (clicca qui per leggere l’articolo), non arriveranno attaccanti se non partirà uno tra Insigne e Vargas e questo non accadrà, eventualmente, prima di agosto. Le preoccupazioni sono più fondate circa la difesa. Confermati Grava e Aronica e in assenza di trattative conclamate in uscita – se non per Fideleff – c’è da pensare che l’innesto sarà uno soltanto e non credo che sia Gamberini a colmare il gap di esperienza e tecnica emerso nella scorsa stagione. A centrocampo i movimenti sono maggiori. Come spesso è accaduto il Napoli potrebbe concludere trattative di cui non è trapelato nulla, ma i nomi di Armero, Berhami e Cissokho, benché non campioni di primo livello, appaiono di un livello più alto e di maggiore garanzia.
La vicenda Verratti ha poi definitivamente chiarito che ormai anche per i calciatori che giocano in Italia c’è da battere la concorrenza dei club europei, più ricchi e in grado di chiudere una trattativa in poco tempo con offerte economiche non pareggiabili dai club italiani. È necessario perciò muoversi con maggiore astuzia e rapidità, individuare un obiettivo e chiudere l’affare in tempi brevi, anche rischiando di perdere qualcosa da un punto di vista economico.

Da qualsiasi angolazione si guardi la gestione societaria del Napoli delle due sessioni di mercato, appare sempre più verosimile un fatto: il Napoli non effettuerà alcuna rivoluzione né investimento importante prima della prossima stagione. Nel 2013 con ogni probabilità ci sarà la separazione del Napoli da Mazzarri e si avvierà un nuovo progetto tecnico. Solo in quel momento la società di De Laurentiis investirà ingenti risorse economiche per avviare un nuovo ciclo di crescita, in coerenza con lo schema tattico del nuovo allenatore.
L’obiettivo della società per quest’anno è completare la rosa con innesti di buon livello e puntare forte sull’esplosione di alcuni giovani talenti che sono già nelle fila azzurre e che per motivi diversi non hanno ancora dimostrato le proprie qualità. I primi acquisti del Napoli 2012/13 devono perciò essere considerati, a buon titolo, i vari Fernandez, Insigne e Vargas.
Il calciomercato è il tempo delle illusioni e dei grandi sogni che la realtà spesso infrange. La mia personale speranza è che il Napoli, anche in assenza di grossi investimenti economici, operi con oculatezza e coraggio, evitando gli errori commessi nella scorsa stagione e fornendo a Mazzarri una rosa più equilibrata da un punto di vista tecnico e coperta in ogni ruolo da una valida alternativa al titolare. Bisogna avere l’umiltà d’imparare dai propri errori ma anche la pazienza di cogliere i frutti di quanto di buono si è seminato.

A cura di Pompilio Salerno


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