Napoli, scatta l’operazione Pechino

Napoli, scatta l’operazione Pechino

Si parte: e per quel viaggio destinazione Pechino, c’è un valigione enorme nel quale è infilato il futuro. Gli occhi a mandorla che osservano quell’universo incontaminato, scrutano pure orizzonti inesplorati, un mondo da scoprire tutto d’un fiato, lasciandosi cullare dal desiderio innovativo di Aurelio De Laurentiis, dal desiderio sfrenato di ribaltare il calcio e consegnarlo a pranzo e a cena ad un popolo che ha voglia di football: «Mi piacerebbe poter organizzare una grande Dragon Cup sin dall’anno prossimo. Sarebbe bello poter inserire nel calendario – o durante la pausa natalizia o altrimenti nel periodo estivo – un torneo permanente al quale far partecipare le migliori squadre europe, le migliori squadre cinesi e quel del Far East. Si potrebbe mettere il palio un premio milionario. Perché la Cina è il domani e anche nel calcio, così come già accade alle Olimpiadi, i cinesi potranno eccellere nel mondo» .

LA MISSIONE – Si parte: le tre del pomeriggio di domenica 5 agosto, la Cina è più vicina. Undici ore di volo per far da apripista, con De Laurentiis che “gioca” d’anticipo di ventiquattro ore sulle squadra e s’insedia in quel macrocosmo già osservato da dentro, durante il festival internazionale della scorsa primavera, apprezzato ed ammirato. Il Terzo Millennio (pure calcistico) è oltre quella porta che dà ad Oriente, in un’economia applaudita attraverso l’intervista concessa ad agichina24.it e che s’intrufola con la testa in un pallone da globalizzare e da esportare a Pechino e dintorni, in quell’amore a prima vista da coltivare managerialmente: «Ho sognato, in prospettiva, un incrocio di sino-latinità. E ho pensato, spesso, all’ipotesi di prendere giovani talenti cinesi per portarli al Napoli. Ma per ora non possiamo decidere da soli, bisognerà innanzitutto verificare cosa questo straordinario popolo voglia fare da grande in questo settore. Nel mio ultimo viaggio ho scoperto che il nostro campionato ha poca visibilità televisiva e ritengo invece sia necessario aprire il Napoli ai cinesi, che amano il calcio di assoluto livello» .
VOLARE – Si parte: De Laurentiis salirà le scalette che condurranno sull’aereo nel pomeriggio di domani, presidente d’un Napoli che comincia ad esplorare Pechino e poi aspetterà la squadra per il pomeriggio di lunedì. E in quelle undici ore aggrappato al sogno della Supercoppa, c’è un viaggio con destinazione nota che nulla esclude, ammesso che… «La crescita passa attraverso cinque condizioni precise: liberalizzare il mercato, per importare in Cina calciatori stranieri senza limiti; stabilire che i club devono appartenere ai privati e poi trasmettere le gare in tv; sviluppare l’idea che gli stadi debbano diventare di proprietà dei club e che le strutture vadano restaurate; stringere rapporti con società europee per aprire scuole calcio; evitare qualunque fenomeno di corruzione e dunque elevare il controllo sulle scommesse» . Si parte: e sarà una lunghissima vigilia che comincerà (domani) a Roma Fiumicino ma che ricondurrà all’Olimpico e a quel 20 maggio e poi trascinerà ovunque voglia la fantasia, persino ad ipotesi di macroecononomia calcistica internazionale. E se un domani investitori cinesi si proponessero a De Laurentiis come partner? «Mai dire mai» . Pronti, via…
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.


La redazione di IamNaples.it

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