Napoli, torna a correre!

Il Napoli si trova ad un bivio decisivo, il destino ripropone la sfida alla Lazio

L’immagine che descrive meglio la condizione attuale del Napoli non è quella dell’impietoso tabellino finale dello Juventus Stadium ma quella dei deprimenti minuti finali della gara con i bianconeri.
Gli occhi spenti, le gambe imballate, il Napoli incapace anche solo di uno scatto d’orgoglio, in completa balìa della squadra di Conte.

Una partita che per larga parte ha espresso valori tecnici mediocri e che è rimasta in sostanziale bilico fino al raddoppio della Juventus. Una volta passata in svantaggio con il fortunoso goal di Bonucci, la squadra di Mazzarri non ha avuto la forza di reagire, evidenziando la stanchezza di calciatori che appaiono in debito d’ossigeno, sfiancati dai tanti impegni stagionali. Il Napoli ha mancato l’approccio ad una sfida di vertice per la seconda volta nella gestione Mazzarri, l’unico precedente era il Milan-Napoli dello scorso campionato, finito con un identico 3 a 0.
L’anno scorso il Napoli seppe riprendersi e centrare il terzo posto. Ironia della sorte,  proprio come nella passata stagione, a otto giornate dal termine il calendario del Napoli propone la sfida alla Lazio in lotta per un piazzamento Champions. Lo scorso campionato andò come tutti ricordiamo. Allora però il Napoli correva a mille e veniva dalle vittorie con Parma e Cagliari. Oggi la situazione è molto diversa.

Le preoccupazioni maggiori per i tifosi partenopei nascono proprio dalle condizioni fisiche e mentali in cui il Napoli arriva a questo fine campionato. La possibile qualificazione in Champions e la vittoria della coppa Italia possono rendere trionfale la stagione degli azzurri, che in ogni caso rimane positiva, ma occorre una svolta decisa.
E’ significativo rilevare come sono state proprio la condizione fisica e la rabbia agonistica, da sempre caratteristiche vincenti del Napoli di Mazzarri, le armi in più della Juventus che alla fine ha vinto con pieno merito la partita. Venute meno queste caratteristiche, e tenuto conto dei limiti tecnici di molti suoi calciatori, il Napoli diventa una squadra squadra normale e prevedibile che deve affidarsi alle prodezze dei suoi singoli, determinanti ma che da soli non possono bastare a centrare un campionato di vertice. Recuperare la determinazione perduta è una condizione fondamentale per rilanciarsi, quanto il riprendere a correre.

L’altalenante rendimento di questa stagione non può essere imputato solo alla partecipazione alla Champions, che pure sottrae energie fisiche e mentali, ma è frutto di errori da ripartire equamente tra società e allenatore e la polemica tra De Laurentis e Mazzarri sull’utilizzo dei giovani evidenzia nuovamente un attrito mai del tutto superato.
Il presidente non ha digerito la conduzione del mercato estivo da parte del duo Bigon/Mazzarri, l’allenatore le critiche ad ogni accenno di turn-over. Gli errori in sede di mercato della società sono evidenti; troppi innesti di livello non adeguato agli obiettivi e ruoli scoperti in una rosa comunque numerosa. La colpa di Mazzarri è stata – assieme a quella di dare l’avallo ad acquisti di calciatori scadenti come Santana e Fideleff o che non voleva come Fernandez – quella di sconfessare se stesso. Consapevole delle difficoltà di una stagione lunga e densa d’impegni, il tecnico ha deciso in una primo momento di dare maggiore spazio alle riserve. Gli scarsi risultati e le enormi critiche ricevute, spesso infondate  e gratuite, l’hanno fatto desistere da una scelta che io trovavo giusta e inevitabile (clicca qui per leggere l’articolo dopo la sconfitta di Verona)
Questo il fulcro dell’errore di Mazzarri: scegliere il male minore. Scegliere di ripararsi dietro il paravento dei “titolarissimi” per scongiurare quelle critiche che, in quanto gratuite, gli sono ugualmente piombate addosso. Una mancanza di coraggio che poco si addice al temperamento del tecnico di San Vincenzo.

Il Napoli è giunto ad un bivio decisivo, non solo di questo campionato ma del suo futuro prossimo. In attesa di affrontare un’estate che dovrà segnare una piccola rivoluzione, il Napoli ha l’obbligo di raccogliere le energie e ritrovare un’unità d’intenti per chiudere bene quest’annata e rilanciare il progetto di crescita.
Il 21 maggio la società potrà finalmente prendere scelte chiare e decise sulla conduzione tecnica e e dirigenziale della squadra. Una volta chiarito chi saranno l’allenatore e il direttore sportivo del Napoli, si renderanno noti gli obiettivi minimi della stagione e si dovrà operare in sede di mercato in coerenza con questi obiettivi.
Mazzarri in queste otto partite può dimostrare di avere la voglia e le idee per guidare il Napoli in un cambio di dimensione, da realtà emergente a squadra di vertice in Italia e in Europa. In caso ciò non avvenga è obbligo di tutti, detrattori e simpatizzanti, riconoscergli gli enormi meriti che ha in questa cavalcata che in poco più di due anni ha portato il Napoli da metà classifica agli ottavi di Champions. A prescindere da qualche errore, se il Napoli è arrivato dov’è oggi lo deve in larga parte anche a Mazzarri. E’ bene ricordarlo in un contesto, quello del calcio, che dimentica troppo in fretta.

Pompilio Salerno

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