Nocerina caos, lite Auteri-tifosi dopo l’amichevole persa col Sorrento

L’allenatore della Nocerina Auteri ha reagito contro i fischi dei tifosi

NOCERA INFERIORE. Triplice fischio, e piovono i fischi. Il set è sempre lo stesso, ma cambia il copione: doveva essere una frizzante amichevole di fine anno con il Sorrento (persa per 3-2) e invece si è tramutata in una pellicola dal sapore noir. Protagonista principale Gaetano Auteri, che a fine partita ha risposto ai fischi con il dito puntato sul proprio capo mimando il «voi non siete normali». È stato provocato e ha risposto a modo suo, «con poca educazione» come poi lui stesso ha commentato.
«Non ho avuto uno scatto – dice l’allenatore – è solo che vedo intorno un ambiente che non mi piace, ci sono quattro str… che non vogliono il bene della Nocerina». Questo l’esordio pepato della conferenza stampa di fine anno, chiuso con un qualche polemica di troppo. Eppure di fischi di ieri sono sembrati ingenerosi anche perché avevano poco senso. Non si può fischiare in un momento in cui si sta cercando di ricostruire, ma non si può neanche reagire così. E infatti: «Me ne assumo tutta la responsabilità del gesto – continua Auteri – anzi mi solo limitato, sarei voluto andare fino a quell’altra parte del campo per ribadire il mio punto di vista. Queste sono infamità nei confronti della squadra, alimentate dalle sciocchezze che si leggono in giro: sono risentito perché ci sono preconcetti e allora divento maleducato».
Lingua arguta e carattere forte. Auteri non riesce a capire il senso di tale atteggiamento: «Forse qualcuno non ha capito che ci attende un girone di ritorno complicato, a loro dico “statevene a casa”. Come si fa a fischiare Castaldo e De Liguori dopo 3′ di amichevole? Ho sempre detto “prendetevela con me non con loro”, ora abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti non di queste cose». Chiusura su un altro argomento che scotta: la partenza di Gori per Benevento dopo l’esclusione da parte del tecnico. «Vi spiego come è andata. Il giorno prima del Vicenza gli dissi “prenditi un giorno di riposo”, alla ripresa ne parlammo davanti a tutti, lo richiamai dopo 10 giorni ribadendogli la stima ma confermadogli che rimaneva in panchina. L’ho chiamato ieri (mercoledì ndr) per dirgli che avevo letto delle sue dichiarazioni in cui si denotava risentimento: poteva anche dire che ha avuto altre offerte, anche vantaggiose, e ha preferito andare via».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

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