Nocerina spavalda a Verona, sfiorato il colpaccio

Colpaccio sfiorato. La Nocerina ci va vicina, vicinissima ma, quando ritiene che la pirateria è portata a termine con successo, ecco il pari del Verona. Sul piano del gioco, assolutamente ingiusto, poiché Auteri ha messo in scacco un nervoso Mandorlini che, al triplice fischio, denota eccessivo nervosismo. Del resto, lo aveva predetto che i rossoneri costituivano complesso rognoso, ha avuto la riprova che, se cercava il riscatto dopo il tonfo nel derby di Vicenza, beh, l’avversaria di questo anticipo non era quanto di meglio ci si potesse augurare. Sì, perché se c’è una squadra legittimata a recriminare, questa è solo la Nocerina, il cui unico difetto è di non essere fredda in fase realizzativa. Insomma, una bella prestazione in vista del big match con la Sampdoria al S.Francesco.
Al sopraggiungere dei primi tifosi nocerini (saranno in tutto circa 400), ecco l’immancabile imbecille timbrare il cartellino: il suo «benvenuti in Italia» è l’immancabile refrain di ogni gara con le squadre meridionali. Ben quattro i nuovi innesti di Mandorlini rispetto al derby: in retroguardia c’è Pugliese per Scaglia, a centrocampo Esposito rileva l’affaticato granatiere Tacthtsidis, mentre in avanti Bjelanovic è out causa distrazione muscolare alla coscia (lo surroga Ferrari), con D’Alessandro sulla fascia in luogo di Mancini. Modifiche prettamente tecniche da parte di Auteri: Alcibiade fa spazio al rientro di Pomante in difesa, mentre Del Prete lascia il posto a Scalise a centrocampo. Mozzafiato la partenza rossonera, che fa venire il magone alla torcida veronese grazie ad un’incursione di Farias al terzo minuto, il brasiliano penetra in area, arriva sul fondo ma ne sortisce solo un angolo; un istante dopo ancora un brivido per i veneti, Bruno di testa pizzica la trasversa.
La Nocerina si impadronisce immediatamente del boccino, a centrocampo, Bruno e De Liguori (nelle fasi iniziali alterneranno sovente le posizioni) governano il gioco con sufficiente autorità. Ma è tutta la squadra a muoversi compatta, corta, sempre pronta a ripartire per punzecchiare, giunge con facilità nei pressi dell’area gialloblù. Efficace e fluido il suo fraseggio, fa girar palla con tocchi di prima, si vede che i meccanismi sono oliati, il Verona sbanda, non si raccapezza. Se proprio vogliamo individuare una pecca nella squadra di Auteri, è la carenza di cinismo in fase di concretizzazione della manovra.
In avvio di ripresa, però, la Nocerina passa. Così come in avvio di gara, Farias sorprende ancora la retroguardia avversaria, si accentra, inducendo Mareco ad atterrarlo da tergo, ineccepibile la sanzione: è penalty. Che Castaldo, glaciale, trasforma realizzando il suo quinto gol. Il Verona è groggy, la Nocerina stazionerà per diversi minuti nei pressi dell’area gialloblù. Poi, i veneti inevitabilmente si scuotono, Gori deve superarsi per rintuzzare a pugni una saetta scagliata da Russo. La Nocerina però domina. Anzi, la supremazia è talmente evidente che si sbilancia su angolo a favore, riuscendo nientedimeno che a beccare gol in contropiede. Berrettoni riparte, imprendibile sulla fascia destra, poi mette in mezzo dove Hallfredsson fionda di sinistro, beneficia di una deviazione che rende imparabile il tiro, è l’1 a 1 finale. Che va stretto alla Nocerina.

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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