Non solo calcio – Hamsik fa anche il padre grazie a Christian e Lukas

Ma fu subito tutto chiaro: perché se a dieci anni, nel torneo «pulcini», sei capace di segnare nove reti tutto d’un fiato; e poi nella stagione successiva, ne fai addirittura diciotto, allora non c’è ombra di dubbio.
Il predestinato, sua maestà Marek Hamsik, aveva il nelle corde, o forse pure nella culla: e comunque, s’era già capito come sarebbe andata a finire. E’ una storia a lieto fine, ma dall’avvio gioiosissimo, una sorta di investitura infantile, concessagli da papà che intuisce d’essere in presenza di un talento assai precoce e a quattro anni l’ha già consegnato allo Jupie Podlavice. Il destino ha idee chiarissime e sa come sistemare le umanissime vicende terrene: quando Marek Hamsik comincia a mandare in tilt l’opionione pubblica, strappando consensi con lo Slovan Bratislava, a spiare dalle tribune c’è Maurizio Micheli – l’attuale 007 del Napoli – osservatore del Brescia che stila la sua ricca relazione e spinge Corioni a investire.
La cronologia d’una carriera inevitabile abbonda di episodi: al Brescia bastano le sei apparizioni con lo Slovan per portarselo a Coccaglio e a Cavasin serve ancora meno per mandare in campo, alla tenerà di 17 anni, un ragazzino che sa cosa fare con il pallone e che ha una personalità così straripante. Dicono sia nato vecchio: forse, probabile, anzi è sicuro. E’ casa e campo, tant’è vero che abita a Castelvolturno, praticamente al di là della recinzione. Martina è l’altra metà del cielo. Le stelline sono Christian – che ha due anni – e Lukas, che è nato la settimana scorsa: altri due Hamsik, tra qualche anno tutti a seguirli….

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

A.S.

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