Note positive – L’attacco è una certezza, il centrocampo ha negli svizzeri una garanzia

Inler ha ritrovato la forma migliore

E segnano sempre loro: altrimenti, ci mettono lo zampino, o anche la cresta, ma qualcosa fanno. E segano (quasi) sempre Hamsik e Cavani, che hanno cominciato a Palermo, subito, alla prima, e che non essendoci riusciti contro la Fiorentina hanno inciso ognuno per sé: lo slovacco andando a pressare su Borja Valero, sfiorando con la sua capigliatura la sfera e poi esultando per la felicità; ed el matador, che su quel campo di palloni seri ne poteva avere pochi, inventandosi stopper eccellente per qualsiasi evenienza, su angoli e punizioni laterali (ma quante ne ha prese?). Il Napoli che va è ovviamente oscurato da due dei suoi tenori e però aspetta il terzo, Goran Pandev, che fino a questo punto non è riuscito ancora mettere i piedi nel rettangolo, tutta colpa della squalifica rimediata a Pechino, un’ombra cinese che s’è allungata sulle prime due gare e che ha sottratto a Mazzarri un terminale offensivo di grandissimo spessore, come dimostrato già in quella finale tutta pathos e cucchiaini.

LA DIGA – Ma c’è dell’altro che i singoli hanno mostrato: Dzemaili, ad esempio, s’è catapultato nell’inedito (per lui) ruolo di mediano con senso pratico e con disciplina e, perlomeno contro la Fiorentina, ha staccato le catene quando ha avvertito la presenza al fianco (e alle spalle) di Inler, che lo ha rigenerato, affracandolo da responsabilità di coperture che in precedenza lo frenavano. A centrocampo adesso abbondano i muscoli e la corsa, le coordinate geometriche ed anche il fosforo, deve offrirle Inler al quale quell’ora (circa) di panchina è servita più per scuotersi che per riposare. Strano ma vero, visti i precedenti della passata stagione: poche perplessità in difesa, settore che non è andato mai realmente in sofferenza tanto alla «Favorita» quanto al san Paolo. Nella prima, al Palermo di Sannino sono state lasciate conclusioni dalla distanza e un’occasione all’inserimento di un difensore – Cetto – fermato in malo modo e con intervento meritevole da calcio di rigore; ed la Fiorentina, al di là della battuta a girare di Jovetic sull’1-2 e di qualche velleitario tentativo dai venti metri, pur nella piacevolezza della manovra, poco altro è riuscito a rimediare in quei sedici metri.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
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