Ottavio Bianchi: «Caso Cavani? Né vittime né traditori ma una querelle come questa fa solo male alla squadra»

«In un modo o nell’altro l’allenatore dovrà subire la decisione che verrà presa»: Ottavio Bianchi, tecnico del primo scudetto napoletano, sintetizza al meglio il caso Cavani visto dalla panchina.
Se lei fosse oggi Benitez, terrebbe o no Cavani?
«Io, come Benitez, non conto nulla in questa diatriba che riguarda esclusivamente giocatore e società. Cavani via, è un bel problema per la squadra. Cavani in azzurro potrebbe rappresentare un problema».

Al Napoli conviene che resti?
«Parto da una considerazione essenziale: il club dice che il giocatore è incedibile ma diventa cedibile di fronte al pagamento della clausola. Cavani sostiene che Napoli è un paradiso ma allo stesso tempo desidera il Real Madrid. Alla fine entrambe le parti affermano la stessa cosa, e cioè che se arrivano i 63 milioni Cavani va via, con reciproca soddisfazione. Mi pare che le due posizioni non siano così distanti».

E se non arrivano i milioni della clausola?
«Questo potrebbe complicare la situazione, perché uno comincerà a incolpare l’altro della mancata cessione e della forzata riconferma. Querelle di questo tipo faranno soltanto il male della squadra».

C’è il pericolo che Cavani resti perché obbligato?
«Mi sembra che questo ragazzo è molto entusiasta, in tutte le partite e in tutti gli allenamenti. Come carattere e predisposizione al sacrificio, non gli rimprovero assolutamente nulla e non credo che continuerebbe a giocare a Napoli solo a dispetto dei santi».

Lei lo terrebbe o no?
«Purtroppo qualcosa si è rotto a livello di feeling tra Cavani, la società e il pubblico. Sia ben chiara una cosa: in questa storia non esiste una vittima e nemmeno un traditore, il calcio è questo e vanno comprese le ragioni del giocatore, e del Napoli. Sono sicuro che in caso di permanenza, Cavani onorerebbe la propria professionalità, personalmente lo terrei ma vedo troppe nubi intorno e forse lui stesso si è convinto ad andare via».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

Tufano

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