Pagelle del Napoli – De Sanctis è un muro insuperabile, Cavani positivo

7,5 Lavezzi – L’artista ch’è in lui esprime versi poetici: il gol è un sonetto, un’ode al calcio. Il senso pieno dell’estetica, una volee, una veronica, un coupe de theatre, uno splendore.

7 De Sanctis – La prodezza su Floro Flores è un omaggio alle cineteche per i portieri del futuro: esplode, s’allunga, arriva dove neppure la fantasia si spingerebbe. Il boato del san Paolo, a palla ormai lontana, l’eleva a idolo.

7 Maggio – Arriva a tre metri dal cielo, con uno stacco ch’è da centravanti. Lascia che Armero si sfoghi lontano dalla zona rossa e quando decide di andare, squarcia la corsia.

7 Dzemaili – L’assist per il 2-0 consente di apprezzarne pure la sensibilità tecnica, ma prima e dopo è un carrarmato che demolisce qualsiasi resistenza. E poi un lancio per Cavani da regista: mica solo un mediano…

7 Mazzarri (all.) – La cura dei particolari nello schema del raddoppio. Ma è la gestione razionale della sfida che incide: usa la testa, la fa usare, e la bestia nera Guidolin è battuta.

6,5 Campagnaro – Il piedino è una calamita che richiama a sé palloni: reattivo, intraprendente, riemerso da un po’ di nebbiolina. Alla distanza, pratico su Fabbrini, ed anche esagerato nelle percussioni e nel palleggio.
6,5 Cannavaro – Si trascina un dolore e preferisce starsene sotto coperta: qualche lancio a scavalcare, prima di delegare ai compagni di reparto per le chiusure.

6,5 Aronica – La sua stagione meravigliosa: domina Torje, raddoppia su Basta, fa il terzo di sinistra o il salvagente nell’emergenza. Muscoli e cervello.

6,5 Cavani – Il gol è un tormento che dura da sei partite, ma l’assist per il pocho è raffinato: oro che cola dall’alto. Sta tornando, comunque.

6 Inler – Vagamente distante, perché (probabilmente) non è facile andare a sfidare gli amici d’un quadriennio così vivo della propria esistenza. Gradisce i ritmi bassi, ci sarà da faticare da qui a dicembre ed è inutile dannarsi.

6 Dossena – Liquida la pratica con leggerezza, però concede sempre alla manovra il respiro utile per allargarsi dalle sue parti.

6 Santana – Fa persino il mediano davanti alla difesa, provino per eventuali esigenze future. Si concede con generosità, anzi con umiltà.

6 Hamsik – Strano ma verissimo, sbaglia più di quanto gli sia capitato nella sua carriera, e palloni scoperti. Però danza libero, quasi lieve alla ricerca del miglior Hamsik e lo ritrova (un po’) alla lunga.

La Redazione

A.S.

Fonte: Corriere dello Sport

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