Pandev sfida anche le ombre

Pandev sfida anche le ombre

Tranquillo, sereno, speranzoso per il futuro più immediato. E poi: rassicurato dal buon calcio che sa portare in campo e fiero della medaglia che porta attaccata alla maglietta: quella dell’unica squadra della serie A che – in questa stagione e almeno sino ad ora – sul proprio campo non s’è piegata mai a nessuno. Imbattuta, insomma.

AVVERSARIA – Ecco, questo è il Parma che aspetta il Napoli domani. Questo è il Parma che vuole, vorrebbe togliersi anche lo sfizio di vendicare la sconfitta dell’andata. Il Napoli lo sa: quella del Tardini sarà una domenica sì di grandi attese, ma pure di pericoli ed insidie. Ma tant’è. Chi ha ambizioni deve guardare avanti e se poi sei pure secondo, beh, allora hai il diritto e anche il dovere di pensare in grande. Ecco perché, studiati la partita e l’avversario, il Napoli è pronto a ripartire dopo il pari con la Fiorentina, quel mezzo inciampo che ha interrotto un fantastico percorso di successi: tre di fila. Deve ripartire, il Napoli, se non vuole che l’allungo bianconero si trasformi in fuga vera. E deve ripartire proprio fuori casa, perché è là che s’è misurata sino ad ora la differenza tra il Napoli e la Juve. Conti alla mano, infatti, sino ad oggi in casa Mazzarri ha racimolato un punto più di Conte: 26 contro 25; fuori invece, vince l’allenatore bianconero con 23 punti contro 17.

IN TRASFERTA – E’ lì, dunque, lontano dal San Paolo, che il Napoli deve costruire la rimonta.  Ma con giudizio, oppure con la sfrontatezza di chi non teme niente? Calma. Alla sfrontatezza il Napoli fa ricorso solo quando è necessario. Cosicché a Parma l’esigenza di dover puntare al grande colpo passerà comunque per una gara accorta, attenta, tattica e di ripartenze intelligenti, studiate e pensate in quel sistema di gioco che predica Mazzarri e che fa del Napoli squadra di prima fila. 

Con un rammarico, però. Anzi, due. All’assenza di Behrami, gladiatore in mezzo al campo, s’è aggiunto il rischio concreto che alzi bandiera bianca pure Maggio. Certo, condizioni da valutare mancando ancora un poco alla partita, ma intanto l’allarme è già scattato. E se per la sostituzione di Behrami sembra tutto già scontato – Dzemaili in campo dall’inizio – per la fascia destra, dovesse dare forfait Maggio, di soluzioni ce ne sono almeno un paio. Una facile facile: Mesto e tutto come prima e l’altra più nuova e forse anche più attraente: Zuniga a destra e debutto di Armero sul lato mancino. Ci penserà, Mazzarri. Ma molto – o tutto – dipenderà dalle condizioni atletiche dell’ultimo arrivato. Che non sono eccellenti, forse, ma neppure da rinuncia anticipata.
Non debutto, ma ritorno pieno per metà di rabbia e per metà d’orgoglio, sarà invece quello di Cannavaro. Il capitano si riprende posto e fascia e torna a comandare la difesa. A fargli spazio sarà Gamberini, il quale sconta pure quella caviglia che, martoriata a Firenze, non gli ha permesso una settimana di allenamenti fitti e regolari.

LA VOGLIA – Tutto qui? Nient’affatto. C’è un altro azzurro, infatti, che ha una voglia matta di allontanare critiche e ombre fiorentine: Goran Pandev. Proprio lui. Tornato titolare tre partite fa, tornato protagonista contro la Roma ed il Palermo, il macedone ha ciccato la gara con i viola. Capita. Ma Pandev, star dell’andata contro il Parma (guadagna il rigore che poi Cavani fa diventare gol, segna e infine regala un assist di gran classe al giovanotto Insigne), vuole replicare a quelle malelingue che in quanto a rendimento non gli riconoscono la continuità. Sì, Pandev giocherà pure per questo. 
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.


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