Preparazione atletica e turn-over, alla scoperta delle idee dello staff di Benitez

Focus su metodologie, idee ed esperienze del preparatore atletico Paco De Miguel

Rafa Benitez è un allenatore stimato in tutto il mondo e conosciuto quale trainer preparato e sotto molti aspetti all’avanguardia nella metodologia di allenamento. Naturalmente i successi di un allenatore, che ha dimostrato di avere anche la predisposizione da manager quale Benitez, vanno divisi con il proprio staff sempre aperto all’introduzione di nuove metodologie scientifiche e tecnologiche. Andando così alla scoperta di Paco de Miguel, fidato preparatore atletico del mister madrileno, uomo di fiducia e apprezzato professionista, possiamo meglio comprendere che tipo di lavoro aspetterà i calciatori del Napoli e in che modo si svolgeranno le sedute di Benitez e del suo staff.

Paco de Miguel ha affrontato importanti studi sul modello fisiologico del calciatore, cioè sul tipo di sforzo tipico del calcio e sui meccanismi di produzione di energia che lo riguardano. Ciò lo porta a considerare in maniera centrale il concetto di “resistenza” del calciatore e quindi sui meccanismi aerobici, predominanti per il 90% dell’attività calcistica, e quelli anaerobici, fondamentali per la capacità di sprint del singolo calciatore. In tale ottica non è necessario solo tenere conto della perfomance di squadra, ma delle singole capacità di ogni giocatore analizzate attraverso test atletici e monitorate costantemente nel corso della stagione. Questa è la base di lavoro, principalmente svolta con palla, con sedute dunque che prediligono l’uso dell’attrezzo, unite a sessioni di forza che possano permettere, attraverso un lavoro di palestra monitorato, una crescita muscolare specifica per ogni atleta con un occhio attento alla prevenzione degli infortuni.

E fondamentale che questo lavoro sia progettato in maniera condivisa e dettagliata. La pianificazione è annuale, quindi abbraccia tutta la stagione calcistica. Una volta elaborati test e ottenuti parametri su ogni calciatore in rosa, il preparatore e l’allenatore programmano la stagione calcistica in ogni dettaglio elaborando cicli di allenamento. La vera novità con il Napoli di Mazzarri consiste proprio nei differenti cicli di lavoro che con Benitez sono bi-settimanali e non mensili. Al fine di far rendere al meglio la propria squadra per un lungo arco di tempo in ogni competizione, Paco de Miguel elabora un programma di due settimane dove alterna lavori su blocchi (aerobico e anaerobico) ed alterna periodi di carico a quelli di scarico atletico per tenere la squadra nelle massima brillantezza possibile con un calendario sempre più congestionato e ricco di eventi.

Che tipo di ritiro avrà dunque il Napoli a Dimaro? Sicuramente sarà ricco di test e valutazioni atletiche, tecnico e tattiche sui singoli calciatori e la rosa nel complesso. Ma allo stesso tempo Benitez e il proprio staff hanno avuto modo di sperimentare due tipi diversi di lavori pre-stagionali: quello in cui si lavora senza grosse distrazioni (impegni internazionali importanti) e quelli in cui viene privilegiato il marketing con importanti tournèe all’estero. Il primo caso è stato quello finora attuato con il Napoli, il secondo è quello che auspica il presidente e che fino ad ora aveva incontrato la reticenza prima del dg Marino, contrario a questi eventi in precampionato, e poi di Mazzarri per il quale era necessario lavorare a stretto contatto con la squadra per preparare la stagione. Paco de Miguel ha lavorato in entrambi i modi con risultati soddisfacenti, naturalmente varia la tipologia di lavoro che nel secondo caso utilizza gli impegni calcistici come lavoro lattacido, bilanciando il resto della preparazione su questi impegni e perdendo, però, un significativo numero di allenamenti e lezioni tecnico-tattiche. Possiamo dunque aspettarci per il futuro un Napoli sempre più internazionale, che ottiene prestigio attraverso la partecipazione a tour promozionali a cui partecipano vari club europei molto prestigiosi. Ciò non avverrà subito, ma solo dopo che Benitez e il suo staff riescano a trasmettere la metodologia in modo che la perdita di alcune sedute d’allenamento non influisca negativamente sulla stagione da affrontare. Un rischio che c’è considerando lo stress a cui si sottopongono i calciatori per gli impegni delle Nazionali. Un altro elemento di discussione sempre attuale è il turn-over. L’esperienza nel gestire squadre chiamate a dover affrontare più impegni ha mostrato al tecnico spagnolo e ai suoi collaboratori come sia necessario tenere conto del calo di prestazione indotto dalla partecipazione alle coppe. Il turnover permette in tal senso di limitare il numero degli infortuni per chi gioca ogni tre giorni, soprattutto riguardo ai giocatori impegnati anche con le singole nazionali. Inoltre un’applicazione sistematica e razionale del turnover permette di prevenire i cali di prestazione. Lo staff di Benitez, infatti, monitora ogni calciatore analizzandone i km percorsi in partite ravvicinate in modo da elaborare una tabella per ogni calciatore e gestirne il turnover in modo da poter contare sempre sulla massima efficienza e perfomance possibile. E’ importante in tal senso la competitività nella rosa per un posto in squadra piuttosto che cristalizzare una netta divisione tra i “titolarissimi” e le riserve che appiattisce il valore organico e non trasmette gli stimoli giusti per migliorarsi.

Dino Pezzella

 


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